Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Bianca


 

BIANCA

 …forse il ricordo più bello che ho.

Forse l’unico rimpianto.

Forse…

Strana creatura Bianca, un incrocio tra Bombolo, Alvaro Vitali e Victoria Silvstedt. Sul serio… una bagnina di Baywatch con la finezza di Bombolo. Ci marciava su questo, ci godeva ad essere volgare, gli unici rutti uditi in vita mia capaci di attraversare indenni due stanze. Ripensandoci adesso pare finta, sembra un personaggio uscito direttamente da 8 e 1/2. Bianca era così… e neppure si chiamava Bianca. Voleva essere chiamata Bianca anche dai professori alle superiori, e così la chiamavano. Ricordo i capelli neri… talmente neri da avere i riflessi azzurri, ricordo gli occhi chiarissimi… azzuri come il riflesso dei capelli e ricordo i suoi reggicalze che si divertiva a portare sotto i pantaloni… facendo di tutto per farlo notare. Non si metteva in strane posizioni per farli risaltare e nemmeno faceva velate allusioni. Ti prendeva la mano, Bianca, e se la portava alla coscia, ti fulminava con quei due occhi azzurri e ti diceva: "senti un po’?… ho il reggicalze!".

Bianca bestemmiava, Bianca stava a tavola come Trinità… rutti compresi… Bianca sapeva osservare, e sapeva guardarti. Dentro quel corpo da pin up maggiorata e nascosto in quel modo di fare sfacciatamente volgare si nascondeva una sensibilità infinita, un vero abisso di dolcezza e un’intelligenza acuta e dinamica. Forse mi ero innamorato di Bianca, ma pareva troppo anche per me. Ad una festa di compleanno di un amico di classe ci fu quel maledetto gioco, ma sì, quello di passarsi le arance tenedole tra il collo e il mento e passandolo alla ragazza al tuo fianco. A molti l’arancia cadde per terra, quando la passai a Bianca le ruzzolò fino al seno e vi rimase. Non poteva cadere nemmeno spingendola… andava rimossa manualmente. Ricordo la sua espressione, ricordo quegli occhi azzurrissimi e ricordo come gonfiò il petto per farmela riprendere. Difficile dimenticarsi di centodieci centimetri di circonferenza toracica. Per fortuna non ci riuscii al primo tentativo… lo volevo proprio perdere quel maledetto gioco. E lo perdemmo… Ma continuava ad essere troppo per me, Bianca… era un sogno, una vera icona sessuale, richiamava a se ogni più bieco istinto animalesco.  Oh capitava che ogni tanto durante l’intervallo guardasse nella mia direzione, ma ero sempre convinto che ci fosse qualcuno dietro a me.

Fino a quel giorno, il giorno della festa della Maturità. Una serata a casa di un’amica, con una specie di discoteca al posto della cantina/taverna. Ricordo di averla guardata tutta la sera… la sentii anche… di un paio di rutti e di bestemmie fece partecipi tutti.

Alle sei, la mattina, ci congedammo… qualcuno partiva qualcuno smaltiva…

Io smaltivo.

Ricordo il dormiveglia, ricordo voci e saluti e ricordo la voce di Bianca, ricordo che salutava tutti, con grazia, con eleganza… volevo convincermi che fosse strano, ma in fondo lo sapevo che c’era più eleganza in lei che in ogni altra persona dentro quella scuola.

Ero sempre disteso sul divanetto, mezzo rimbecillito dall’alcool… mi si avvicinò… e per un periodo che non saprei adesso quantificare non fece nulla. Credo mi stesse guardando, con i suoi occhi azzurrissimi e i suoi capelli nerissimi. La sentii avvicinare il volto al mio, lo ricordo bene perchè lo fece lentamente ebbi il tempo di sentire il suo respiro.

Mi baciò… mi bacio all’angolo della bocca, proprio sull’angolo sinistro. Dovessi descrivere la delicatezza di quel gesto direi che equivaleva alla potenza dei suoi rutti. Fu un bacio breve e lungo… fu morbido e profumato…

Prima di allontanare di nuovo il volto sussurrò il mio nome, lo disse piano… solo il nome e niente altro… mi accarezzò la guancia, il labbro inferiore e se andò via.

Bianca è uno di quei ricordi che ci si portano dietro per tutta la vita, è un piccolo rimpianto, è un momento di dolcezza che è rimasto indelebile nel tempo. Bianca credo sia stata la creatura più dolce che abbia mai incontrato… non so come mai… ma avreste dovuto sentirlo quel bacio…

Bianca fu un sussurro, e in un angolo di me è rimasta e rimarrà per sempre.

Forse l’amavo… forse mi amava…

Forse…

 

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