Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

RABID


Uno dei primi film di David Cronenberg. Premetto che Cronenberg rientra nella categoria “Registi preferiti” e quindi ogni cosa che scriverò è da leggere prima di tutto come espressione di un fan e poi, se sono in grado, come critica oggettiva del film in questione.
Parto subito dal nome dell’attrice protagonista e che apre la prima inquadratura: Marilyn Chambers. Che forse a molti dirà poco ma per quelli come me che sguazzano nel trash (in senso lato, da Ed Wood al porno vintage alla Troma Production) avranno sussulti testosteronici. Marilyn Chambers è una delle icone del cinema porno degli anni 70 e primi anni 80, quello che storicamente viene ormai chiamato la Golden Age. Il periodo nel quale Rabid fu girato, vedeva proprio la Chambers all’apice della sua carriera di porno star. E non è un caso che sia stata scelta lei.
Il film è una delle tante incarnazioni del mito del vampiro, qui rivisitata da Cronenberg alla sua maniera, ossia mettendo la mutazione, fisica al primo posto. Una donna (la Chambers) è il paziente 0, colei che inizierà l’epidemia. L’esposizione al “virus” è per via somatica, la donna seduce individui e li infetta suo malgrado tramite un “morso”. Niente di strano, se non fosse che la “vampira” in questione ha la bocca sotto un’ascella che a mo’ di Alien morde il fianco del malcapitato. Va detto che quell’ascella inquadrata un paio di volte ricorda nemmeno troppo velatamente una vagina. C’è chi ha letto in questo una sorta di apologia del misogino, a parer mio è stato solo un calcare la mano sull’immagine e sul tema di tutto il film che riconduce al sesso, anche esplicito, nei contenuti più che nelle immagini. Se si pensa ad altri film di Cronenberg, il fattore sessuale è sempre profondamente presente ed è sempre il mezzo per diffondere una qualche “malattia”. Qual’è il miglior modo per squotere la gente se non quello di presentare come pericoloso una cosa tanto comune e praticata?
Cronenberg calca la mano sul fattore sessuale, sembra anticipare quello che sarà l’AIDS negli anni immediatamente seguenti. La sua visione però non è puritana, nè tantomeno moralista, chi conosce Cronenberg sa che è un canadese un po’ fuori dagli schemi.
Sostanzialmente Rabid, è un buon horror, fastidioso come sono fastidiosi molti film di mister C. e con molte citazioni al cinema di Romero.
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