Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Archivio per il giorno “febbraio 1, 2008”

SFERA INTERNA. 38mo GIORNO DI GUERRA. PIANETA: MAGENTA PRIMO. ORE 17:48 PM


 

L’odore della terra dopo un temporale. Il profumo dell’aria, il rumore delle gocce sulla cupola di vetracciaio. Metto un po’ di musica mentre attendo l’arrivo della terza ondata. Adoro gli AC/DC, ho installato un impianto quadrifonico nella mia Betty Page. Mi accendo un sigaro, fatto non so su quale cazzo di colonia del settore, ma non è male, sembra vero tabacco… beh almeno da quello che mi ricordo del tabacco. Tiro una boccata e inizio il benchmark dei sistemi del mech. Supporto vitale, riserva d’ossigeno (non si sa mai dovessi raffreddarmi il culo nell’acqua). cazzo adoro questa musica… avrò l’animo dell’archeologo, ma non immaginate il gusto di riempire il culo di un merdoso Highlander con dieci tonnellate di materiale esplosivo lanciato ad alta velocità mentre ascolto “shoot to thrill”.
Sono a corto di missili a lungo raggio, bene, preferisco vedere il bianco degli occhi quando decido di smembrare qualche clan avversario con ascia e cannoni.
Continua a piovere, decido di tenere ancora un po’ il “finestrino” aperto per inebriarmi ancora del profumo della natura. Piccoli schizzetti di acqua rimbalzano sullo chassis e pizzicano il volto.
Un boato che non sento perché il tutto avviene troppo velocemente, ma lo ricordo qualche istante dopo, quando la vista fa brutti e caleidoscopici scherzi cromatici. Vedo la radio del cockpit lampeggiare, un messaggio in arrivo, qualche commilitone che si è preso la briga di avvertirci che sono arrivati. Grazie al cazzo amico mio, ho la testa che pare il festival ovattato delle percussioni tribali. Non sento un beato cazzo di niente ma vedo lo schema del mech proiettato alla mia sinistra tutto verde smeraldo. Brillante come una notte estiva dopo la miglior scopata della vita. Brillante come quelle cose che una volta chiamavano lucciole e che adesso chiamano nanotecnologia di sorveglianza. Niente di rotto insomma.
I suoni riprendono la loro forma naturale molto lentamente, sento delle urla dalla radio, ma non capisco cosa dicono… solo le ultime due parole mi sono chiare “…rTE DALL’ALTO!!”. Non so quale muscolo intelligente mimetizzato nel mio corpo abbia agito ma faccio fare alla mia Betty Page una piroetta col busto spostandomi lateralmente di cinque metri abbondanti.
Un suono sordo proveniente dalla mia sinistra mi fa puntare i cannoni istintivamente. Cazzo lo sapevo, un fottuto Cicada salterino che ha provato a fottermi la testa piombandomi dall’alto.
Pessima idea amico mio, vedo il bianco dei suoi occhi oltre la calotta… noto un cerotto sul mento, uno di quelli che si mettono quando ci si taglia con la lametta. È un ragazzo, non avrà più di sedici anni, anche se non lo vedo so che ha bagnato il sedile. Si ritrova un cannone di 20mm puntato direttamente in faccia.
Mi spiace figliolo.
La mia Betty non perdona nessuno a distanza ravvicinata oggi.
– A ore 6! A ore 6! Due ostili a ore 6!!!
Piroetto ancora, io e la mia Betty sembriamo due ballerini di tango, i due cannoni da 20 millimetri si bloccano con un rumore metallico sul bersaglio facendo scattare il bloccaggio automatico e mettendo in azione gli attuatori per il rinculo. Sento il suono dell’agganciamento al bersaglio. A questo punto non mi rimane che scaricare un po’ di “piombo” nel culo del Grasshopper che mi si para davanti.
Il colpo a bruciapelo fa più danni del previsto, parte dell’esoscheletro protettivo della parte anteriore schizza via come se fosse stato posseduto da un fottuto spirito maligno, il braccio sinistro del ragazzo si stacca di netto facendo schizzare il liquido lubrificante misto ad olio dappertutto. cazzo detesto quando mi si smerda il vetracciaio.
Non vedo un cazzo adesso, ho la parte destra della calotta completamente oscurata da olio, polvere e terra. Detesto farlo ma per un po’ dovrò affidarmi anche al radar.
Poi accade.
Veloce e crudo.
Con la coda dell’occhio vedo qualcosa muoversi ad un’altezza di più o meno venti metri dal suolo. Volto lo sguardo verso la cosa e mi accorgo essere una salva di missili a lungo raggio dirigersi proprio verso di me e la mia Betty. Mentre realizzo di cosa si tratta il suono inconfondibile dei missili in arrivo danza sul mio padiglione auricolare, nello stesso istante sento la mia Betty che mi avverte della minaccia in arrivo. Sempre mantenendo lo sguardo sugli LRM cerco con la mano destra il joystick per provare a schivare il colpo, raggiunto il quale il suono degli LRM ormai invade tutto il terreno circostante seguito da copioso fumo dei post bruciatori. Premo il tasto dei jet per effettuare il salto ed è proprio in quel momento che alcuni missili colpiscono una gamba della mia Betty mentre è a mezz’aria. Forse un 30, 35% della salva raggiunge il mech ma è sufficiente per far schizzare parte della gamba ortogonalmente alla direzione del salto.
Mentre Betty è ancora in volo con entrambe le mani sollevo i cappucci di protezione degli LRM. Tutti quelli che mi rimangono, tutti quanti.
Aggancio il bersaglio e faccio fuoco, mentre ancora l’ultima salva sta per essere sparata fuori, e Betty è in fase di discesa carico i laser, appena atterro, se rimango ancora in piedi vedo quanto calore riesce a sopportare il mio amore.
– Rubber Duck hai un Cicada dietro al culo!
– Toglimelo di lì non posso evitarlo!!
Come tocco terra la mia Betty mette in mostra tutte le sue doti di funambola per rimanere in piedi e mentre acquisto equilibrio sento un’esplosione provenire dalle mie spalle. Alcuni frammenti del Cicada colpiscono l’esocheletro, basta poco per farmi rovinare a terra… ma non succede.
Aziono la visione termica per raccapezzarmi in mezzo a tutto questo fumo ed è in quel momento che noto un’enorme figura antropoide tutta rossa e gialla venire verso di me a gran velocità. Sull’MFD l’awacs invia molti bersagli, ma quello che mi preoccupa è che quello che si sta dirigendo verso di me e che mi ha sparato è un fotutto Atlas coi controcazzi. Quei dannati bestioni hanno una manovrabilità pari a zero ma sono inarrestabili. Ho i laser carichi e sparo tutto quello che ho a disposizione. La mia Betty ha un sussulto, la barra del calore sale a vista d’occhio e prego qualsiasi cosa ci sia nell’universo che l’indicatore non raggiunga il limite di break down.
Ecco perché sono ateo, perché non esiste un benamato cazzo nell’universo che sia anche lontanamente simile ad una divinità. Nulla.
I sistemi collassano, si spengono i radar, i quattro MFD, gli indicatori del calore, le luci di posizione e ogni altro cazzo luminoso ed elettrico abbia impiantato su Betty.
Ma la cosa che mi fa andare in bestia è che mi salta anche l’impianto quadrifonico e l’unico suono che sento in questo momento è il BIP BIP della spia che mi informa che non ho sufficiente energia per ripristinare i sistemi. Questo è sarcasmo, questo è vero sarcasmo tecnologico.
Ti debbo lasciare Betty, amore mio, ho appena il tempo per prendere la bambolina della moretta che maliziosamente mi strizza l’occhio inarcando i fianchi che sento un’altra salva, stavolta SRM, partire dall’ATLAS.
Un’esplosione alle mie spalle, e Betty che esplode.
Non ti dimenticherò tesoro, guardo la bambolina di Betty Page e sorrido…

forse non sono proprio ateo… credo nel Karma.

cover_wasp_master_picrussian_battletech

 

Annunci

QUALCUNO ERA COMUNISTA


 

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.

Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà, … La mamma no.

Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.

Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.

Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche: lo esigevano tutti.

Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.

Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.

Qualcuno era comunista perché prima (prima, prima…) era fascista.

Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano… (!)

Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.

Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona…

Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo…

Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.

Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.

Qualcuno era comunista perché era così affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.

Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.

Qualcuno era comunista perché la rivoluzione?… oggi, no. Domani, forse. Ma dopodomani, sicuramente!

Qualcuno era comunista perché… "la borghesia il proletariato la lotta di classe, cazzo!"…

Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.

Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI3.

Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare TUTTO!

Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini…

Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo Secondo Lenin.

Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sè la classe operaia.

Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.

Qualcuno era comunista perché c’era il Grande Partito Comunista.

Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il Grande Partito Comunista.

Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.

Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista d’Europa!

Qualcuno era comunista perché lo Stato, peggio che da noi, solo l’Uganda…

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.

Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera!…

Qualcuno era comunista perché chi era contro, era comunista!

Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia!

Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.

Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.

Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché sentiva la necessità di una morale diversa.

Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno.
Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso: era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana, e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita.

No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

E ora?
Anche ora ci si sente in due: da una parte l’uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana, e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo. Perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

       Giorgio Gaber & Sandro Luporini
      (da "E pensare che c’era il pensiero", 1995)

Navigazione articolo

Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

CINEMANOMETRO

recensioni film fantascienza, horror, mostri e amenita varie

Come Non Detto

il blog di Leo Ortolani, che ci teneva tanto, bisogna capirlo

Telefilm, creano dipendenza!

Non costa nulla sognare..

Living Cinema

Electro eyes and drop out visions

cazzochevento

Just another WordPress.com site

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: