Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Archivio per il giorno “febbraio 13, 2008”

COLD WAR


Guerra, vera e propria guerra fredda.

Certe volte non sembra di essere al supermercato ma di partecipare attivamente alla crisi dei missili a Cuba negli anni 60.

Tipo oggi. Sono a fare la spesa, per i cazzi miei, quando una vecchia (dico VECCHIA col tono con cui si dice “maledetta megera”) mi domanda se le posso prendere una confezione d’acqua dallo scaffale che non ci arriva. Io gliela prendo e gliela metto pure nel carrello… ché dirò anche “vecchia” con tono imprecante, ma sono una personcina a modino.

Continuo a fare la mia spesuccia e mi avvio alla cassa. No non la cassa normale, quell’altra, quella col “Salvatempo” che siccome è la numero 2 e non la numero 1, se ne sbattono tutti del salvatempo e vaffanculo.  Appoggio il cesto con le mie amate leccornie per terra e mi volto di spalle per dare un’occhiata ai CD vergini. Ok non è proprio di spalle, vanno fatti quattro passi verso sinistra… ma solo quattro eh, li ho contati.

Torno al mio posto e chi ci ritrovo? La VECCHIA. Vabbè mi dico, è la VECCHIA di prima, non posso farle una parte di merda perché mi ha fottuto il posto, poi ha solo due confezioni d’acqua. Sto zitto e faccio quello che è arrivato dopo.

La vecchia s’accinge a dare la sua tessera da socia (che fa tanto golf club) alla cassiera quando la cassiera le fa notare che l’acqua che ha preso non è quella naturale ma quella frizzante. Ora dico io, fatti un po’ i cazzi tuoi no? No, becco la cassiera che conosce la vecchia e sa cosa beve. Che nemmeno nei film americani con lo sfigato di turno e il barista che gli versa “il solito”.

Insomma la vecchia è disperata, dice che un signore le ha dato quell’acqua quando ha chiesto di prenderle una confezione, si volta, mi vede e dice “ecco è stato lui!”

“Signora le ho preso quello che mi ha chiesto di prendere”

“Si ma io bevo quella naturale”

Oh ma va un pochino affanculo? Eh? Insomma ho la fila dietro di me. La cassiera cerca qualcuno perché prenda alla vecchia l’acqua giusta. In quel preciso istante parte la suoneria di un cellulare, LA CUCARACHA, non è di quelli multitono, o come cazzo si dice, è di quelli che fanno “bip bip”… quello faceva bip bip al suono de LA CUCARACHA.

Suona e suona e suona e suona ancora, quando la cassiera fa notare alla vecchia che forse ha il cellulare che le suona.

Puttana eva era il suo per davvero.

“Proooonto! Sì sono io!” – e chi cazzo vuoi che sia è un cellulare, mica ti risponde pinco pallino – “Come non vieni a cena?… ma io ho fatto la spesa!” – L’acqua eh… solo l’acqua e un micragnoso pezzo di formaggio scoparolo, che è buono, ma cazzo è un pezzo di formaggio solo. “No sono al supermercato, vieni che è pronto tra un po’… Oggesuggiuseppemmaria! T’ho detto di venire!”

E la cosa va avanti così per un tempo interminabile, con la cassiera in attesa che la vecchia si tolga dai coglioni e io dietro la vecchia con la roba sul tappetino mobile della cassa.

“Signora! E un ci vol venire a mangiare! Se la si spiccia si viene noi e un ci si pensa più!” dice un vecchino in fondo alla fila.

La vecchia attacca e poi ricomincia con l’acqua che non vuole la frizzante.

LA CUCARACHA ancora! E suona suona suona suona ancora, quando una signora con aria strafottente perché è alla cassa N°1 col salvatempo dice alla vecchia “guardi che le squilla il telefono”.

La cassiera trafigge con lo sguardo la cliente alla cassa opposta. Ma la trafigge con odio puro, della serie “Ti sbudello con lo sfilatino di mezzo chilo e ti metto a cuocere le interiora in un vassoio cuki doppio strato nel forno de longhi microonde combinato che è in offerta questo CAZZO di mese!!”

Ma la vecchia non risponde, anche se si vede che qualcosa non le torna.

Insomma alla fine si è tolta dai coglioni, è tornata a riprendersi la sua acqua naturale, che se beve la frizzante scorreggia fino a Pasqua e io finalmente passo.

La prossima volta che una vecchia mi chiede dell’acqua la faccio schiantare.

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