Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

IL RE CREMISI


Sono cresciuto con alcuni suoni. Da piccolo quello che ho immagazzinato come bagaglio musicale sono stati da un lato i Roxy Music, i Led Zeppelin, Black Sabbat, Iron Butterfly, King Crimson, Banco del Mutuo Soccorso, Pink Floyd, Deep Purple, dall’altro la disco music più modiaiola degli anni 70 e il Funk: Bee Gees, Tavares, Commodores, Prince (prima maniera), Patrick Hernandez, Sylvester, KC and the Sunshine Band, Sisters Sledge e via di seguito. Poi crescendo, negli anni 80 ho scelto io cosa ascoltare e comperare e ho spaziato tra gli Iron Maiden, gli ZZ Top, Brian Eno, Talking Heads, Queen.

C’è però un gruppo che non mi ha mai abbandonato sin dall’infanzia perché i loro suoni in qualche modo mi hanno svezzato alla musica “impegnata”… anzi “impegnativa”: King Crimson.

Il Re Cremisi ha del miracoloso, da quarant’anni suonati suonano, da quarant’anni si rinnovano (musicalmente e fisicamente) e da quarant’anni sfornano dischi. Certo, come i veri artisti il passare del tempo ha intaccato parte dello smalto di una volta, quello che allora veniva definito “virtuosismo” adesso molti lo tacciano di “freddo tecnicismo”. Ma è musica e il “freddo” e “caldo” è sempre qualcosa di molto relativo, soggettivo e strettamente personale.

I King Crimson sono abituati a costruire vere e proprie cattedrali sonore, piene di guglie, di gargoyle, di volte e asimmetrie. Il periodo “jazzato”, quello “hard”, quello “pop”, quello “progressive”… racchiudere un gruppo come i KC in un genere, in un modo di suonare è riduttivo. È riduttivo in molti sensi, il primo perché Robert Fripp mente ed anima di questa fucina di suoni è l’unico ad essere rimasto ancorato a questo progetto, il secondo è la diretta derivazione del primo senso: i King Crimson non sono un vero e proprio gruppo ma un’ etichetta, un marchio, un’idea  all’interno della quale Robert Fripp in primis e tutti gli altri musicisti poi sviluppano il suono, il loro modo di concepire la musica.  Greg Lake (Emerson Lake & Palmer), Brian Eno (ex Roxy Music ma tangenzialmente), Peter Sinfield, Keith Tippet,  Jon Anderson (YES), Bill Bruford (YES), Tony Levin, Adrian Belew e l’elenco continua imperterrito… perché i KC sono così… Tanti, e nessuno. Ma per una visiona più ampia della gente che ci ha lavorato e ci lavora sotto il nome KC rimando tutti su Wikipedia. Qui non voglio duplicare la voce KING CRIMSON già presente sull’enciclopedia on-line, voglio esprimere sensazioni ed emozioni suscitate da questi suoni.

Ogni tanto mi ritrovo a riascoltare dei brani, dei cd interi del Re Cremisi e inevitabilmente mi trovo ogni volta spiazzato, tra il Rock da camera, il rock Acido, quartetti d’archi e fiati settecenteschi, fortissime influenze Jazz con trombe e sassofoni, rock duro e puro con virtuosismi elettrici con chitarra o paracule sensazioni pop elettroniche. Hanno un pezzo per tutte le stagioni… parafrasando il titolo di un film meraviglioso. Ogni volta è qualcosa di nuovo e ogni volta rispolverano il vecchio “LARKS TONGUES IN ASPIC” aggiungendone delle parti… credo che siamo alla parte VI se non vado errato. Un brano interminabile che ormai viene portato avanti da trent’anni e ogni volta influenzato dalle nuove sonorità e ampliato e proseguito come un lavoro in progress perenne.

Che dire, i KC mi emozionano, mi solleticano prima di tutto il cervello (forse per questo sono considerati “freddi”), ma di gente che va al cuore ce n’è fin troppa e onestamente mi sono anche un po’ rotto i coglioni di emozionarmi col cuore perché i giri di basso sono quelli o le tre o quattro note sono messe lì per quello. Coi KC non corro questo rischio, loro suonano per loro stessi credo… dopo 40 anni Robert Fripp credo suoni per il solo gusto di compiacere sé stesso e affanculo se la cosa non piace o se non viene capita. Ma d’altro canto credo siano uno dei gruppi meno passati in radio nella storia della musica a cominciare dal loro primo album IN THE COURT OF THE CRIMSON KING. In un certo senso gioca a loro favore. E poi sono sempre qui, sempre nuovi e sempre diversi.

DisciplineFripp & Friendscourt-crimson-king

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