Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Archivio per il giorno “Mag 4, 2008”

WATCHMEN


 

Alla fine lo hanno realizzato. C’è voluto del coraggio. Non posso certo commentare un film che non ho visto, ma conoscendo l’opera a fumetti alla quale s’ispira due parole le devo proprio spendere.

WATCHMEN non è un fumetto di supereroi. WATCHMEN è un fumetto su uomini che fanno i supereroi. Anzi che supereroi lo sono stati.

“WHO WATCH THE WATCHMEN?”, chi controlla i guardiani? La storia si apre con l’omicidio di uno di essi. E sarà come scoperchiare il vaso di Pandora, tutto il marcio, i segreti, le paure e l’ambiguità di questi “supereroi” verrà a galla e li travolgerà tutti come un’onda anomala.

Moore li ha creati per distruggerli un pezzetto alla volta, ha dato loro un passato glorioso fatto imprese eroiche, di partecipazioni ad eventi pubblici. Contemporaneamente però ci ha mostrato anche il “dietro le quinte”, in un particolare episodio il “dietro alle quinte” è letterale e piuttosto crudo… non siamo molto abituati ad assistere allo stupro di una supereroina da parte di un suo compagno d’avventure.

WATCHMEN è un’opera complessa in cui si da risalto alle persone che stanno dietro alle maschere, in cui i combattimenti, le azioni eroiche sono ormai cosa del passato e quello che rimane sono solo i loro scheletri nell’armadio. Chi si aspetta scazzottate ed effetti speciali può starne tranquillamente alla larga e può ricominciare a leggersi beatamente Dragonball, ma chi ha bisogno di una lettura più adulta e caustica, troverà pane per i propri denti nella lenta e affascinante lettura di WATCHMEN.

Ci fanno il film sì, ed ho terrore, ho il terrore di veder snaturare una cosa simile. Così è stato in parte con V FOR VENDETTA (il finale del film è del tutto astruso e buonista, mentre nel fumetto Moore ne dava una visione ben più cupa e realistica).

Che Dio ce la mandi buona…

watchmen

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SUPEREROI 0 – ALTRI 1


Cosa strana. Nei film tratti da fumetti (supereroistici), da un po’ di tempo a questa parte la cosa curiosa e, direi che preferisco, è che il personaggio interessante è la controparte più bistrattata dai fumetti stessi: la presona e non il personaggio.

In BATMAN BEGINS è Bruce Wayne il personaggio interessante, in SPIDERMAN è Peter Parker quello che fa muovere il film non certo il pupazzo in cgi vestito di rosso e blu, in IRON MAN stesso discorso, Tony Stark è decisamente azzeccato come personaggio e i dialoghi non sono nemmeno tanto male. Inutile, e in alcuni momenti un po’ noioso il bussolotto rosso e oro. Ma sarà che se vedo fare a botte al cinema dopo un po’ mi annoio se la cosa va per le lunghe a meno che chi scrive le scene di violenza non si chiami Sam Peckinpah o John Woo.

Discorso leggermente differente per HULK, che avendo sì la doppia identità, ma avendo comunque due facce scoperte anche l’omone verde risulta interessante. Nel film ha fatto un po’ troppo a botte… ma vabbè. Ho visto il trailer del secondo e direi che mi ha convinto zero.  Se devono cambiare Hulk almeno ci diano quello interessante e divertente: MR. FIXIT.

Non ho finito di dire cose, le aggiungerò ma ho sonno e mi sono un po’ rotto i coglioni (che ormai è quasi prassi).

300


Due righe due su 300 film o fumetto è indifferente che sono uguali, se non per un piccolo dettaglio: nel fumetto i guerrieri hanno tutti pisello e palle al vento.

Pare una cazzata da poco? Beh non lo è.

Allora sarò breve e conciso. Arte ellenica e vasi di terracotta, qualcuno li ha presenti? Bene adesso il fumetto 300, si notano somiglianze? Il formato particolare allungato del fumetto stesso? I colori utilizzati? Il fatto che tutti siano rappresentati completamente nudi? È chiaro e lampante quale sia la cifra stilistica che Miller ha deciso di adottare per il suo racconto sulla “fantomatica” – se mi si passa il termine – battaglia delle Termopoli. 300 non è certo un romanzo storico, non è un fumetto che si attiene alla storia e nemmeno per quello che concerne il reparto visivo è “storico”. 300 è un fumetto sul mito, e la forza di 300 sta appunto nello stile adottato. Lo stile è 300. Chi ricerca la storia, l’attinenza alla medesima, il realismo… beh non ha capito niente di 300.

Miller ha semplicemente avuto la brillante idea di proporre un elegante esercizio di stile, di proporlo semplicemente come tale e basta.

Il film ricalca pedissequamente il fumetto con l’eccezione che le nudità elleniche sono state coperte con dei perizomi che ricordano fin troppo le mutande del Giudizio Universale. Dico purtroppo non perché avessi brama di vedere piselli al vento, ma perché in qualche modo il film è rimasto “tronco” del suo riferimento più importante, i vasi ellenici, i racconti di immagini sui medesimi… la storia dell’arte.

Ma si sa è chiedere troppo ad Hollywood.

Discorso diverso per i Transformers: una cagata pazzesca. (-:

C’entra nulla? Chissenefrega il blog è mio…

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