Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Archivio per il giorno “maggio 15, 2008”

NEUROSHIMA HEX


 

Ecco un bel balocco.

NEUROSHIMA HEX, fonda le sue basi sul background del gioco di ruolo polacco NEUROSHIMA. L’ambientazione è di quelle che piacciono a me, fantascienza post-apocalittica, ZERO magia e tanta strategia. Con la rima.

Il gioco da tavolo è un mix tra un gioco di guerra, uno scacchistico ed un astratto. È di guerra perché quello si fa sul tabellone di gioco, si spara, ci si mena ci si cura, ci si difende, ci si muove (poco). È scacchistico perché  i pezzi sono come le pedine degli scacchi che agiscono su di un tabellone con una forma stabilita (un esagono formato da tanti esagoni), è un po’ astratto perché… beh basta vederlo, ha il look di un astratto. Giocandolo però si ha l’impressione di trovarsi su di un campo di battaglia più che su una scacchiera.

Lo scopo è distruggere o infliggere un maggior numero di ferite al quartier generale avversario. Per far questo ci si serve delle pedine messe a disposizione da ciascun esercito (quattro sono quelli contenuti nella scatola formati da 35 tessere esagonali ciascuno). Ogni singola unità riporta sulla pedina esagonale molte informazioni: il suo livello di iniziativa, se combatte a distanza, in corpo a corpo (o entrambe le cose) in quante e quali direzioni e quante ferite può infliggere, quante ferite può subire, se è in grado di muoversi, se ha la capacità di disabilitare le unità avversarie rendendole inutili ecc… le informazioni sono molte e ogni esercito ha i suoi punti di forza e debolezza. Ci sono inoltre gli ufficiali che se messi a contatto con unità amiche forniscono bonus di iniziativa, resistenza e quant’altro. Oltre alle pedine di esercito sono presenti in misura differente a seconda del tipo di esercito delle pedine “azione” che sono cioè in grado di far svolgere determinate azioni alle unità, forniscono bombardamenti aerei, lancio di granate, spinte ad unità avversarie ecc.

Tutto questo si svolge a turno, pescando casualmente tre pedine, scartandone una e giocando o conservando le altre (a scelta). Il giocatore pescherà ogni turno tante pedine in modo da averne sempre tre di cui una sarà da scartare.

La battaglia si risolve in genere alla fine, cioè quando il tabellone è riempito e non ci sono esagoni liberi. Quindi a partire dalle unità col maggior fattore di iniziativa si cominciano a risolvere gli scontri.  Grazie alla pedina azione “battaglia”, lo scontro può risolversi anche anticipatamente, cambiando un po’ le strategie costruite fino a quel punto.

Graficamente il gioco è gradevole le pedine sono decisamente accattivanti, il tabellone è ricco di immagini e colori… forse anche troppo risultando un po’ caotico quando le pedine vengono via via poste su di esso.

Meccanicamente risulta, a mio avviso, un gioco ineccepibile, in cui fortuna (nella pesca)  strategia e lungimiranza la fanno da padrone. Avvantaggiati saranno i giocatori che conoscono bene il proprio esercito,  le sue capacità e i propri punti deboli, ma questo è un discorso valido per ogni wargame che si rispetti.

Dimenticavo, il gioco è veloce una partita si risolve in 30-40 minuti e in genere c’è la voglia di farne un’altra.

Gicabilissimo anche in solitario, per capire le meccaniche e farsi le ossa… esattamente come con gli scacchi.

Il gioco ha il regolamento in inglese e tedesco (nella sua seconda edizione, mentre era in inglese e polacco nella prima) ed è completamente indipendente dalla lingua grazie al sistema di informazioni ad icone.

Passo e chiudo.

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