Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

IL CAVALIERE OSCURO


Come potevo non cedere al richiamo del Pipistrello? Io che ci sono nato (“fumettisticamente” parlando) con il Pipistrello… Il primo fumetto lo comperai a quattro anni e mezzo, e cazzo volevo quello eh. Lo ammetto quel giorno ero indeciso tra il mantello del Cavaliere Oscuro, o l’arco di Turok il cacciatore di dinosauri. Il Pipistrello ebbe la meglio. E da allora ha sempre avuto la meglio (Corto Maltese non conta, è fuori scala).

Per quanto adori Tim Burton e le sue atmosfere gotiche e romantiche, il suo Batman era appunto il SUO Batman. Per quanto Jack Nicholson sia un gigante come attore e il suo Joker sia stato immenso in quel film, beh, personalmente non l’ho mai pensato come a Joker, ma come al Joker di Burton, un po’ folle, un po’ camp, decisamente simpatico… ma poco più di una macchietta bidimensionale.

Poi arriva DARK KNIGHT ( che non ha niente a che spartire col capolavoro di letteratura disegnata realizzato da Frank Miller negli anni 80) e mi restituisce atmosfere e personaggi degni del fumetto. All’inizio il personaggio creato da Bob Kane aveva l’articolo davanti, il fumetto si intitolava THE BATMAN, che in seguito sparì per diventare semplicemente BATMAN. Quell’articolo, nella lingua inglese, faceva utilizzare il pronome impersonale IT per riferirsi al Pipistrello. Si pensò che l’IT fosse troppo cupo ed inquietante, così venne eliminato l’articolo e il Batman divenne semplicemente Batman (sostantivo).

Perché dico questo? Perché nel film di Nolan ho ritrovato in parte quell’articolo perduto, con mia somma soddisfazione. E ho trovato anche molto altro.

In quei centocinquanta minuti di proiezione, ci sono anime, sangue, sporcizia, follia ed umanità. Ci sono emozioni pulsanti, c’è la rabbia primitiva e incontrollabile, e non c’è lieto fine. Proprio così, IL CAVALIERE OSCURO non ha lieto fine. E non perché Batman è e deve essere un personaggio tormentato, troppo FACILE, ma perché è un personaggio umano, e questo è SEMPLICE.

Il Pipistrello sanguina, soffre, digrigna i denti come un animale selvaggio e si contrappone paradossalmente alla follia estrema e lucidissima di Joker, da sempre la sua vera metà. L’uno in preda ai sentimenti e alle emozioni senza pace, l’altro che incanala tutto ciò che il pipistrello possiede in un unico obiettivo: dar sfogo alla follia più pura.

“Che me ne faccio dei soldi? Io sono come un cane che insegue una macchina… e dopo che l’ha raggiunta? Che cosa se ne fa?”, questa frase pronunciata da Joker riassume perfettamente il suo non-pensiero.

Non racconto niente della trama, complessa, articolata e per nulla banale, cucita addosso agli attori e ai personaggi che interpretano come solo un maestro d’alta sartoria potrebbe fare.

Una menzione speciale per Heat Ledger, compianto attore morto giovanissimo, dopo l’interpretazione di Jocer. Il suo Joker, è il mio Joker, e immagino il Joker di tutti quelli che amano e hanno amato il fumetto creato da Bob Kane, che hanno idolatrato Frank Miller e il suo DARK KNIGHTS RETURNS.

Il film è bellissimo, vibrante e difficile da dimenticare. Un film di supereroi, senza supereroi.  Sono curioso di vedere il prossimo, perché se gli autori avessero coraggio, potrebbe essere benissimo un film senza supercriminali…

Beh non so voi, ma io ho ancora qualche brividino…

PS nota curiosa, nel film di Burton, Nicholson/Joker era doppiato da Giancarlo Giannini, in quello di Nolan Ledger/Joker è doppiato da Alessandro Giannini. La cosa impressionante è che padre e figlio hanno la stessa identica voce! Che personalmente adoro.

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