Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

TERMINATOR: THE SARAH CONNOR CHRONICLES


Una piacevole sorpresa questa serie televisiva. Piacevole per diversi motivi, il primo dei quali è stato fregarsene altamente di quella imbarazzante cazzata che è stato Terminator 3, il secondo è quello di continuare ed espandere (perché il pregio delle serie tv è quello di espandere e nei migliori dei casi evolvere) la storyline di Terminator… con tutti i suoi paradossi temporali e l’assoluta graniticità dell’ineluttabile futuro. Sì perché mentre in telefilm come Star Trek se uno sputa in terra nel passato, sconvolge il futuro, in Terminator bisogna rivoltare la Terra come un calzino perché Skynet possa perdere una partita a Hearts… Ma è questo che rende interessante la serie, altrimenti TERMINEREBBE entro poche puntate.

Se qualcuno avesse delle lacune riguardo questo vero e proprio franchise (perché è questo ormai visto anche che una nuova trilogia di Terminator è in cantiere con interprete principale Christian Bale) potrebbe non capire gli infiniti riferimenti ai due film che hanno preceduto la serie, riferimenti ad episodi specifici a personaggi e a quant’altro. Va inoltre detto che gli autori volendo creare una vera e propria storyline, attingeranno a piene mani dalla serie televisiva per proporre i nuovi film cinematografici.

Finita questa lunga premessa analizzo solo una paio di cose de LE CRONACHE DI SARAH CONNOR. La prima è la presenza (diciamo ormai d’obbligo) del Terminator “buono” mandato nel passato per parare il culo del futuro salvatore del mondo John Connor. In questo caso il Terminator buono è una Terminatrix, interpretata dall’inespressiva Summer Glau, già vista nella serie Fanta-western di Joss Wheedon FIREFLY. Cameron, questo il “nome” dato alla Teminatrix (credo un chiaro omaggio al creatore di Terminator, James Cameron) è fortunatamente qualcosa di completamente differente da un moderno Pinocchio. Immagino che la tentazione di far apparire questa macchina assassina come una specie di macchina con anima sia stata forte, ed ogni tanto uno ci crede pure. Per fortuna ci sono momenti in cui la sua “siderale acciaiosità” (se mi si passa il termine) esplode in tutta la sua efficenza, e quando si pensa che salverà qualche povero cristo si rimane ad osservare l’assoluta vacuità della macchina. Dico “per fortuna” perché mi sarebbe risultato oltremodo stucchevole e paraculo voler in tutti i modi umanizzare una macchina seppur avanzata.

Perché va visto? Perché, anche se non ci troviamo davanti ad un capolavoro, porta avanti temi e situazioni conosciute nei due film precedenti, e perché c’è sempre la possibilità che ci siano degli sviluppi inaspettati per storia e personaggi. Siamo alla ottava puntata al momento in cui scrivo e si capisce bene che gli autori hanno ben chiaro cosa vogliono fare… un tassello alla volta. Non so dove andranno a parare ma sono fiducioso.

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