Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

THE SPIRIT


Ho visto THE SPIRIT di Frank Miller.

Dico subito che il film non mi è piaciuto ma per motivi differenti da quelli che si può pensare.

Ok Miller dietro la macchina da presa non è Stephen King, ma non è certo la cosa che gli riesce di più, quindi come per King penso che faccia meglio a fare quello che gli riesce far meglio (e mi scuso per il gioco di parole).

THE SPIRIT non mi è piaciuto per un motivo molto semplice, perché non è lo Spirit di Will Eisner (genio assoluto del fumetto mondiale) ma è quello di Miller.

Mi spiego, Miller ha realizzato un’operazione di restyiling che molti autori di fumetti fanno quando si cimentano con le vecchie glorie – il che va benissimo – e penso a THE SHADOW di Howard Chaykyn, allo stesso Cavaliere Oscuro di Miller ecc. Il problema di THE SPIRIT è che essendo un fumetto squisitamente autoriale (cosa che all’epoca di certo nessuno notava),  non va né interpretato né rielaborato. THE SPIRIT è di Will Eisner e come tale va realizzato. Vedete, è come se Alan Moore (geno anch’egli del fumetto mondiale) decidesse di reinterpretare Corto Maltese. Quello di Moore non sarebbe più Corto Maltese ma un personaggio con lo stesso nome. Corto è legato al proprio autore e non è divisibile da esso. Penso a Tin Tin,  Torpedo,  Mort Cinder ecc ecc… Ci sono personaggi talmente legati a chi li scrive che qualsiasi tentativo di riscrittura li snaturerebbe.

Miller, mi dispiace ammetterlo, ha snaturato SPIRIT e ne ha creato una versione alla Miller, a cominciare dalle voci fuori campo, il tipico modo di scrivere di Miller e lo stesso modo di “disegnare”… si perché questo THE SPIRIT è figlio di Sin City, e il Sin City di Rodriguez cerca maniacalmente di essere il Sin City di Miller, com’è giusto che sia. Pensate un po’ se Sin City fosse stato realizzato a colori, senza voci fuori campo e diretto da – e rabbrividisco – Joel Schumacher… Ecco. Miller con THE SPIRIT ha commesso quell’errore, voglio pensare che fosse in buona fede e non per presunzione… beh forse un po’.

La cosa migliore del film? Il pezzo “Falling in love again” sui titoli di coda, che non è cantato da Marlene Dietrich stavolta ma da un’altra bionda: Christina Aguillera. Bellissimo.

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