Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Archivio per il giorno “gennaio 17, 2013”

THE LOVE GURU


Personalmente Mike Myers mi fa anche ridere, Wayne’s World e Austin Powers  non li ho schifati. Gesù, ma Love Guru, no. Sul serio…

Il guru in questione è un americano “indianizzato” che diventa guru e viene assunto per rimettere a posto la vita del campione di hockey di una squadra la cui proprietaria (Alba) non ha mai vinto la Stanley Cup.

Il Guru Pitka compie la missione, l’Alba si innamora di lui (!) e sono tutti felici e contenti.

Questa la trama, all’interno della quale ci sono le solite battute di Myers che in questo caso sanno di già visto e sono decisamente loffie e grevi. Jessica Alba ci sta come i cavoli a merenda in questa pellicola e la cosa ridicola è che il suo character non sia sposata, non sia fidanzata e che sia totalmente single e si innamora pure del Guru!

 E io l’ho visto ‘sto affare.

 La cosa migliore del film – e qui il gusto personale prende totalmente il sopravvento – è vedere l’Alba. Sottolineo vedere. E basta.

Poi il ballo finale stile Bollywood, sempre perché vedo l’Alba.

Ed infine l’unica cosa che “salva” – con duecentomila virgolette – il film è la battuta di Verne Troyer sui titoli di coda, che per chi non lo sapesse Troyer è l’attore che interpreta Mini Me in Austin Power ed R2-D2 in Guerre Stellari:

 Figura intera su Troyer

 Voice Off del Regista: «Ehy Peter possiamo alzare la macchina? Vedo soltanto culi da qui»

Troyer: «Capito la vita mia?»

 Risate fuori campo.

 Non aggiungo altro.

Ancora un film di merda.

Se trovo altri due film di merda di seguito li accorpo in un solo post che non è che posso andare avanti così…

 Jessichina sei bellina sì ma ora mi sto anche un po’ rompendo i coglioni eh.

 Ok e anche questa  è fatta.

Passiamo al prossimo: AWAKE – ANESTESIA COSCIENTE

Immaginee Love

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DARK ANGEL


E qui c’è da dire diversa roba, analizzare l’intera serie episodio per episodio magari no, ma prendere in considerazione la serie nella sua non conclusa totalità lo posso fare.

Prima di tutto togliamoci un dente: Dark Angel è Cibersix. Lo ho già detto e lo ripeterò fino alla morte, frutto di una delle più brillanti menti del panorama fumettistico internazionale: Carlos Trillo, che ci ha lasciato dopo averci regalato un capolavoro dietro l’altro.

Bene questa è fatta.

Di cosa parla Dark Angel: di una ragazza creata in laboratorio, assieme a molti altri, addestrata ad uccidere e che un giorno assieme ad altri 12 ragazzi fugge dalla struttura governativa segreta. Divenuta adulta trova un lavoro, dei nuovi amici e da questo momento in avanti cominciano i casini che diventano sempre più grossi e sempre più ingestibili.

La premessa è buona, se si sviluppa la cosa con idee e rispettando l’intelligenza dello spettatore la serie bucherà lo schermo.

Tutto mantenuto? In parte sì. In questo caso, Jessica Alba si ritaglia il ruolo perfetto addosso a lei, perfetto per quella faccia e per quel fisico, perfetto per le sue espressioni che non sono moltissime, ma sicuramente più delle due di Clint Eastwood e perfetto perché essendo una serie tv la protagonista ha la possibilità di crescere.

Le stagioni sono due, la terza è nel cassetto, la serie fu sospesa per tutta una serie di motivi, incomprensioni, costi elevati, Cameron che voleva fare quello che gli pareva e la messa in onda al venerdì con conseguente calo di ascolti. Ma non voglio fare la storia della serie tv quanto piuttosto segnalarne gli indubbi pregi e gli altrettanti evidenti difetti.

Come ho già detto Jessica Alba è nel ruolo fin dal primo episodio, credibile come personaggio, e buona recitazione, alcuni premi li ha pure vinti per il ruolo di Max Guevara.

La prima stagione è all’insegna della caccia ai fuggitivi da parte del colonnello cattivo, mentre nella seconda vengono liberati nel mondo i restanti transgenici dalla struttura segreta Manticore. Mentre la prima parte è compatta, solida e ben orchestrata proponendo momenti comici con situazioni molto molto drammatiche, la seconda stagione perde un po’ la bussola presentando tutta una serie di nuovi comprimari che impediscono di fatto lo sviluppo emotivo e psicologico dei personaggi principali. L’ammissione da parte degli sceneggiatori dell’errore fatto con il bacio tra i due protagonisti nella prima stagione (bacio che avvenne troppo presto) lo scontiamo tutti noi come spettatori nella seconda stagione nella quale un improbabile virus, a metà strada tra un mcguffin e un deus ex machina impedisce di fatto ogni contatto fisico tra i due innamorati sfigati.

La seconda stagione, soprattutto verso la fine dimostra chiaramente il suo status di intermezzo tra l’inizio e la fine. Fine che però non ci è stata data, purtroppo, dalla rete.

La terza stagione avrebbe tirato i remi in barca, riallacciando storie e personaggi delle due stagioni precedenti e – probabilmente – sarebbe culminata nel finale.

Un peccato davvero, Dark Angel era una serie con molte frecce al proprio arco, personaggi interessanti, sviluppi avvincenti e una messa in scena decisamente diversa dal solito, televisivamente parlando.

Serie TV promossa a pieni voti, fermo restando i difetti di cui sopra, Jessica Alba in gran forma, nella seconda stagione sboccia.

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I FANTASTICI QUATTRO


Anche in questo caso mi sono visto i film, entrambi, con mia nipote di sette anni e mezzo. Premesso che Von Doom la ha un po’ impressionata, diciamo che la parte comica del film ha bilanciato la cosa.

Le pellicole sono un po’ sceme. Lo so non è un termine proprio tecnico, ma non mi viene niente di meglio. Personalmente non sono mai stato un grande estimatore della famiglia Richards, parlo di quella a fumetti, quindi probabilmente sono un po’ prevenuto, ma secondo me entrambi i film sono abbastanza inutili, soprattutto a livello di regia (inesistente). Se quei film li avessi diretti io, e con lo stesso staff tecnico di Tim Story – a proposito, ma uno con un nome così??? – sarebbe venuta fuori la stessa cosa. Quello che stupisce è che ci sia di mezzo anche Mark Frost… voglio dire Mark “Twin Peaks” Frost… mah.

Nei fumetti Mr Fantastic funziona, nel film è ridicolo. La parte migliore dei film dovevano essere i siparietti comici tra la Torcia e la Cosa, e onestamente alcune cose sono divertenti,  ma la Cosa non si può vedere. Hanno voluto conciare Michael Chicklis (che il signore sia lodato per The Shield) come un vecchio e povero stunt da Kaiju Eiga di hondiana memoria. Una via di mezzo tra Gamera e uno stronzo cattivo qualsiasi dei Power Ranger. Ok in genere un po’ sputazzo sulla CGI eccessiva nei film, ma in questo caso La Cosa era da fare in CG, se non altro per darle qualche espressione facciale e, non meno importante, dargli la stazza che merita.

E invece niente.

Non voglio nemmeno parlare di Von Doom, che come cattivo è piuttosto retrò e naif.

Ma veniamo al vero punto della situazione: Jessica Alba. La signora sta bene anche bionda (fermo restando che mora e senza trucco è un passo avanti a tutte le donne attualmente sulla faccia della terra), con la tuta blu aderente “te le leva di bocca”, e come ruolo è quello che è. Dovrebbe essere la coscienza umana del gruppo, la persona saggia che riesce a riportare in carreggiata la gente, mentre si ha più l’idea di trovarsi davanti alla signorina Rottermaier. Bella eh, ma rompicoglioni.

È indubbio che i vari personaggi funzionano meglio quando agiscono entro le dinamiche familiari, quando sono i loro problemi ad essere portati in primo piano e quando si rapportano col mondo esterno. Se si fosse lavorato di più e meglio su questo aspetto i film sarebbero risultati anche gradevoli, con un tono da commedia sofisticata magari. Ma così non è stato, bisogna anche soddisfare i bimbiminkia e quindi…

Salvo Silver Surfer perché per un affetto smodato che ho per il personaggio non riesco a parlarne male, ci sono alcune citazioni notevoli dalle tavole del compianto John Buscema, nelle pose del Surfer, ma certo non basta per salvare un film la cui attesa del finale per vedere almeno Galactus viene inspiegabilmente tradita.

Sono entrambi filmetti, da dimenticatoio, ma mi ci sono divertito lo stesso, non meritano comunque più di due stelle su cinque… facciamo due e mezzo.

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P.S. No dai sul serio qualcuno ha pensato che potessi mettere un’immagine diversa da questa?

HONEY


Premetto: l’hip hop mi fa piuttosto cacare, sarà un limite mio, sarà che non capisco un tubo di musica, ma l’hip hop mi fa cacare.

Mi sono visto HONEY ormai diverso tempo fa, assieme a mia nipote, e lo conto come visione ufficiale per la Missione.

Oh mia nipote ha 7 anni e mezzo e a lei il film è piaciuto parecchio, con tutti quei ragazzini che ballonzolano e la protagonista che fa la maestra di danza pura come l’ultima delle vergini.

Visto in quest’ottica, con gli occhi innocenti di una bambina il film funziona e funziona bene.

Jessica Alba è credibile come ballerina, non lo so se lo sia anche come coreografa di videoclip perché non ne conosco nemmeno una e non so come si muovono sul set.

La storia si riassume così: Honey, una specie di Tony Manero con le tette buona come il pane cotto con farina macinata a pietra, pura come la vergine Maria e risoluta come il Generale Patton ha un sogno: ballare in un videoclip.

Ce la fa ma…

Il MA  è perché il produttore, un simpatico figlio di puttana biondino e senza scrupoli dopo averle dato una carriera vuole in cambio la potta, parlando fuori dai denti.

Lei non gliela da’, perché l’Alba non la da a nessuno tranne che a Machete, e lui , il biondo, le fa tabula rasa intorno, addio lavoro, addio contratti e addio contatti.

Fino a che decide di salvare la scuola di ballo dove insegnava perché casca a pezzi, una specie di tugurio in cui i ragazzi vanno a ballare piuttosto che a farsi di crack, raccogliendo fondi e realizzando uno spettacolo di beneficenza con tutti i ragazzini della scuola più altri conosciuti durante il film.

Fine.

Il film sprizza buonismo da ogni poro, da ogni virgola e da ogni vicolo, stavo per telefonare al mio dentista perché mi si stavano cariando i denti a quattro alla volta.

Ma è un brutto film? No, non è brutto è un po’ paraculo, è pieno di star (suppongo io) che fanno davvero quella musica di merda (se offendo la sensibilità di qualcuno chiedo perdono), un po’ modaiolo, politicamente corretto e con musica furbina. La trama non è elaborata, non ci sono approfondimenti psicologici se non fatti con l’accetta e una buona dose di luoghi comuni, ma in ogni caso il film scorre, è lineare, per quanto leggero è bello solido e “sicuro” nello svolgimento della trama (telefonata), insomma ha le stesse caratteristiche di Avatar di James Cameron ma è costato meno.

Lo bocciamo? Certo che se uno vuole vedere LA CONVERSAZIONE di Coppola sicuramente non è con questo film con cui si toglie lo sfizio, come diciamo noi “è come togliersi la sete col prosciutto”.

Ma perdio almeno non è Paranoid…

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