Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Archivio per il giorno “gennaio 19, 2013”

SPY KIDS: ALL THE TIME IN THE WORLD


La missione va avanti, stavolta tocca alla pellicola più recente, tra quelle uscite nelle sale, della signora Alba.  Mi è capitato di vedere uno degli altri film della serie e forse qualche pezzetto degli altri due e anche questo mantiene lo stesso tono da cartone animato, ci sono personaggi che funzionano e altri che decisamente sono inutili o cinematograficamente idioti.

La regia è di Robert Rodriguez, il quale ha curato anche il soggetto, la sceneggiatura, il montaggio, la musica, la scenografia la fotografia e forse ha anche cucinato puerco pibil per gli attori…

Entrambi i bambini protagonisti stavolta sono simpatici, Cecil, il maschio è decisamente azzeccato, ispira simpatia per quella sua vaga flemma jedi, perché ha un handicap: è sordo e porta l’apparecchio e perché intelligentemente questa sua carenza, in alcune occasioni viene valorizzata e trasformata in vantaggio. La signora Alba, come ho già avuto modo di notare in altre occasioni, quando è a contatto con i bambini, non so come mai ma la vedo decisamente più a suo agio.

Ah un piccolo appunto a suo favore per quanto riguarda la missione in generale, avrà toppato diverse pellicole, ma quando piange, tanto di cappello, come lacrima lei non lacrima nessuno.

Il marito, Wilbur, è decisamente un personaggio inutile per come è trattato nel film, ma ovviamente immagino non fosse eliminabile, anche se poteva essere più presente come membro fondamentale della famiglia.

Peccato anche perché il rapporto un po’ burrascoso tra la bambina, Rebecca e la matrigna Marissa (l’Alba per l’appunto), era interessante anche se non così originale, e non sia stato sviluppato un pochino di più, al film avrebbe sicuramente giovato.

Mi rendo conto che essendo un prodotto per bambini, alcuni argomenti vanno affrontati in una certa maniera, ma si possono affrontare, e penso al capolavoro Toy Story 3 che parla di cose decisamente serie. I bambini sono piccoli ma non sono scemi, se le cose vengono loro proposte nel modo giusto, capiscono, apprezzano, riflettono e fanno domande.

Una piccola occasione mancata da questo punto di vista.

Alla fine comunque il film è divertente, intrattiene per un’ora e mezza e per fortuna non cade nello smielato.

La bambina piccola scorreggiona è impagabile.

Chiudo con una nota di gusto personale e approvazione indefessa sulla tutina nera di pelle indossata da Jessica Alba che ricorda un po’ la mai dimenticata Emma Peel di Diana Riggs e un po’ la cara Max Guevara di Dark Angel, specialmente quando abbassa il culo e cammina di soppiatto.

Promosso per quello che si propone di essere, intrattenimento per pargoli.

spy-kids-4-all-the-time-in-the-world02

Annunci

PROMETHEUS


Ridley Scott ci ha abituati ad una cosa in questi ultimi 15 anni: ci ha rifilato sòle. Anzi parlo per me: MI ha rifilato sòle. Ne ricordo alcune: Soldato Jane, Il Gladiatore, Le Crociate, Robin Hood, Hannibal…

Pensavo, speravo, che con Prometheus le cose potessero volgere al meglio e invece…

Ma andiamo con ordine, parliamo delle dipartite: Dan O’Bannon se n’è andato, e siamo tristi in parecchi, parlo di quelli che leggevano fumetti negli anni 70 e 80 e acquistavano con immensa gioia la rivista francese Metal Hurlànt e che di Alien ne è stato co-autore. Se né andato più recentemente anche Moebius, al secolo Jean Giraud, che della suddetta rivista ne è stato anche co-fondatore e di Alien è stato uno dei concept artist, assieme a HR Giger e a Ron Cobb. Ci fossero stati avrebbero migliorato un film come Prometheus? Non lo so, forse O’Bannon qualcosa da dire ce la avrebbe avuta.

Visivamente il film fa la sua porca figura, dove sbarella secondo me è proprio nella trama, nel modo di raccontarla e in quelle cose che qua e là sembrano, o almeno io ho avuto l’impressione che fossero, buchi di sceneggiatura. Non ci metto la mano sul fuoco essendo Prometheus un primo capitolo di una (forse) trilogia ed avendo come sceneggiature Damon Lindelof (autore di Lost).

Ci sono cose nel film che proprio non mi sono andate giù, cose senza alcun senso logico, e senza il “plausibile”, pur rimanendo nella fantascienza.

Il film è condito qua e là da “spiegoni”, cosa fastidiosissima per l’intelligenza dello spettatore, ci si sente dei cretini davanti agli spiegoni… o forse sono gli autori che non sapendo come raccontare le cose facendotele intuire te le spiattellano davanti. Ma mi pare strano, voglio dire, Lindelof con Lost ha fatto proprio l’operazione contraria.

E vabbè, sorvoliamo sugli spiegoni… sorvolo anche sul fatto che una persona si opera da sola e che appena messo i punti si comporta come Ellen Ripley in Aliens? Sorvolo anche sul fatto che un bacherozzo alieno chiuso in una camera stagna dopo qualche ora diventa grosso come un Grande Antico di Lovecraft senza nutrirsi di nulla? Vogliamo parlare dei dialoghi? Vogliamo davvero parlare dei dialoghi dei piloti del Prometheus che fanno gli eroi sul finale del film?

Si salva qualcosa? Sì, Michael Fassbender, che non fa rimpiangere né Ian Holm né Lance Henriksen, ma che da solo non basta per salvare un film nato e concepito male.

Uscendo un attimo dall’argomento del post, ultimamente vivo un certo disagio per l’appiattimento di trame e sceneggiature cinematografiche, mi trovo sempre più spesso a seguire serie tv con maggior interesse, per un motivo molto semplice, il più delle volte sono scritte meglio e i personaggi hanno un maggiore spessore. Va anche detto che è pure più facile realizzare tutto ciò con una serie televisiva, si ha più tempo che al cinema.

James Ballard, che per me è il Dio in terra (anzi sottoterra adesso… so che apprezzerebbe la greve battuta), del racconto come forma narrativa direbbe che è più difficile scrive un buon racconto che una romanzo capolavoro.

Nei film ci vuole più impegno nella scrittura, ci vuole più impegno da parte degli attori e dei registi. Non si può delegare tutto al fatto che “ma sì tanto è una trilogia, c’è tempo”. Col cazzo. Peter Jackson da quando ha sentito il profumo dei soldi non capisce più nulla, sta facendo una trilogia pompata all’inverosimile su di un romanzetto per bambini quale Lo Hobbit. Sono 400 pagine scarse, come fanno a diventare quasi 9 ore di film? Sono finiti i bei tempi di Bad Taste o Brain Dead per Jackson… e anche per me a quanto pare.

Poi ci sono i Transformers, c’è Battleship, ci sono quei film militaristi tipo Battaglia per Los Angeles o come cazzo si intitola, che non sono un cazzo di nulla, sono cose senza trama, senza personaggi, piene zeppe di bimbominkismo.

Nessuno ha idea di quanta nostalgia io abbia di autori come John Carpenter o George Romero, quando dicevano cose interessanti veicolando pensieri, politica e sociale attraverso il genere. Questa gente manca, mancano gli autori, le teste pensanti che con due centesimi erano in grado di farti pensare un po’ anche vedendo zombie o alieni piduisti (si penso ad Essi Vivono! di Carpenter).

Bene – anzi male – fine sfogo.

Prometheus è una merda di film e ho perso due ore della mia inutile vita vedendolo.

Immagine,

PICCOLO DIZIONARIO AMOROSO


È ufficiale: mi sto rammollendo.

Vidi il film in questione su RaiDue anni fa una sera d’estate in cui non c’era un tubo da nessun altra parte. Ricordo di averlo visto principalmente perché c’era Jessica Alba, e ricordo bene che non mi fece una grande impressione.

Per scrivere quanto sto per scrivere me lo sono rivisto stasera, tanto per non lasciare nulla al caso. Che devo dire? Ho apprezzato maggiormente il film.

Andiamo con ordine e partiamo dalla superficie: Jessica Alba in questo film è di una bellezza stratosferica.

E adesso le magagne, la bellezza dell’Alba però non basta. Per tutta la prima parte del film non ho l’impressione di trovarmi davanti ad una ragazza indigena di Sarawak, io lo so come sono le donne di Sarawak, ho visto Sandokan io, mica seghe.

Selima, così si chiama la ragazza, si muove e si atteggia come un X-5 di Manticore, con la differenza che la da’ generosamente. Il problema dal punto di vista interpretativo è quello, non ho l’impressione di trovarmi di fronte a ciò che viene rappresentato. E questo è colpa dell’attrice, mi dispiace ammetterlo.

Ma le perdono tutto.

La trama ricorda un po’ Pocahontas in versione “nave scuola” senza essere una Milf… se ci siamo capiti. Nel film è chiamata Dizionario da Camera.

Lui non la vuole, lei si offende, lui la prende perché non ha gli occhi foderati di prosciutto, lui non la può avere perché le regole e l’etichetta inglese non lo permettono, lui sposa un’altra (Inglese). Torna dopo un anno, lui ancora innamorato di lei, lei ha avuto un figlio da lui, la moglie di lui decide di lasciarlo andare da lei, loro vivono felici e contenti.

Questa è in soldoni quello che succede, nel mezzo ci sono tragedie, ma non le si percepiscono come tali perché raccontate in modo volutamente blando, c’è il duello finale col cattivo e via così.

Si affrontano in maniera superficiale, intendiamoci, temi come la diversità culturale, il razzismo e… ma si anche un po’ la retorica del “buon selvaggio” che personalmente detesto e mi viene il bruciaculo solo a pensarci.

Il periodo storico in cui è ambientato il film è più o meno lo stesso di Quel che resta del giorno di Ivory, nel quale l’etichetta e le costrizioni sociali vengono sviscerate meravigliosamente. In PDA alcuni dei temi sono simili ma affrontati in maniera decisamente più leggera e in alcuni momenti anche fastidiosa.

Nonostante tutto non mi sento di bocciare completamente il film, è alla fine godibile come un bicchiere di latte ed una brioche.

Vorrei rimarcare il fatto che Jessica Alba non è mai stata così bella come in questo film.

Ma l’ho già detto?  

Immagine

Navigazione articolo

Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

CINEMANOMETRO

recensioni film fantascienza, horror, mostri e amenita varie

Come Non Detto

il blog di Leo Ortolani, che ci teneva tanto, bisogna capirlo

Telefilm, creano dipendenza!

Non costa nulla sognare..

Living Cinema

Electro eyes and drop out visions

cazzochevento

Just another WordPress.com site

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: