Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

SONS OF ANARCHY


Da uno degli autori di The Shield, Kurt Sutter, una serie dura e cruda, incentrata su di un club di bikers che si ispira nemmeno troppo velatamente ai famosi e famigerati Hell’s Angels.

Gli autori portano temi e personaggi su binari decisamente “pericolosi” ed ambigui, non ci sono figure positive tout court, ci sono casomai personaggi archetipici elaborati e complessi che sembrano usciti da un dramma shakespeariano.

Il protagonista Jackson “Jax” Teller è il fulcro del racconto, diviso tra onore e dovere verso il club, verso la famiglia, verso la figura ingombrante della madre – una strepitosa Katey Sagal – verso il “patrigno”, un altrettanto credibile Ron Perlman, nonché presidente del club, e verso la figura scomparsa del padre.

E sarà proprio la figura del padre ad innescare il cambiamento in Jax o perlomeno il desiderio del cambiamento, come un novello Amleto, tra dubbi ripensamenti e (in)decisioni.

La legge nella serie è rappresentata da personaggi comunque negativi, e quando non lo sono o non si percepiscono come tali è perché sono condiscendenti verso il club. Forse è questo l’elemento più spiazzante e in qualche modo, soggetto a critiche extra fiction. Se tutto però, è ricondotto al contesto alla narrazione, e alla finzione scenica la cosa diventa non solo accettabile, ma anche auspicabile ed accattivante. Alla fine il crudo realismo della messa in scena non è altro che una solida base per creare una storia di rinascita individuale.

L’arco narrativo principale è lungo e penso si concluderà con la serie e tratta appunto del cambiamento del protagonista, o perlomeno del suo tentativo di perseguirlo. Poi c’è l’arco narrativo della stagione in corso in cui viene presentato il problema ed è sviscerato per tutti i 13 o 14 episodi della stagione, fino alla sua naturale conclusione. La struttura narrativa ricalca diciamo quella di serie come Buffy e in parte The Shield.

La violenza è esplicita e non suggerita, così come le – seppur poche – scene di sesso.

Sicuramente una delle migliori produzioni statunitensi dell’ultimo periodo che va ad affiancarsi ad altre perle come I Soprano, The Shield, Breaking Bad e Mad Men.

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Un pensiero su “SONS OF ANARCHY

  1. Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perch il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

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