Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Archivio per il giorno “febbraio 6, 2013”

DEADGIRL


Uno zombie-movie con uno zombie solamente.

Che non si muove.

Che non mangia nessuno.

Quasi.

Esteticamente deve molto al torture porn, risulta meno fastidioso solo perché l’oggetto in questione e sottolineo oggetto, è una ragazza morta. Anzi non-morta. E nemmeno putrefatta. Diciamo che è, necrofilicamente parlando, appetibile anche per il comune spettatore. In questo caso i comuni spettatori saranno due studenti di liceo, più uno, i quali trovandola per caso, nello scantinato di un vecchio manicomio, legata ad un tavolo, decidono di provare l’ebbrezza del sesso con la cadaverica bellezza.

Ma aspetta, si muove! È viva! No non è viva! È morta ma viva. È una zombie…

Scoperto ciò iniziano gli “esperimenti” sessuali, anche audaci, per non dire efferati.

Cerco di stemperare la cosa, perché, a parte Nekromantik di Buttgereit, sono pochi i film che trattano l’argomento, e di solito sono piuttosto sepolti, se mi si passa il gioco di parole, mi vengono in mente Aftermath  o Buio Omega o Necromania (ma questo è un porno di Ed Wood). E comunque faccio notare che anche Buffy, Bella e Sookie Stakehouse si trombano dei morti… che poi ce ne dimentichiamo.

In questo caso però il romeriano cadavere si muove, non prova dolore, non reagisce per la violenza subita, ma ha altre controindicazioni. E non sto a dire quali… zombizzare è troppo semplice da indovinare, no c’è di peggio.

Film riuscito?

Non del tutto, il ritmo è lento, ma ci conduce al finale in un modo o nell’altro , che verso metà film diventa chiaro, purtroppo (non per il finale, per il fatto che sia telefonato).

I registi però non indugiano sulle scene gore, che ci sono sia chiaro, ma riescono a rendere fastidioso il fatto di violentare uno zombie.

Si tende – noi spettatori – ad umanizzare l’oggetto della violenza. Su questo in effetti i registi indugiano. I tre ragazzi, una volta compreso che la ragazza non muore, cessano di considerarla umana e danno sfogo ai loro peggior istinti. Istinti umani, beninteso, una bella carrellata di umana bassezza.

Ed è qui che il film prende le budella dello spettatore e le torce un pochino. Mostrando cattiveria, e apatica degenerazione. Se questi tre idioti non avessero trovato un cadavere da scoparsi, probabilmente li avremmo trovati su un qualche cavalcavia a lanciare sassi sulle auto. Oh ma aspetta, c’è davvero gente così…

Non c’è bene o male, c’è solo noia e apatia, quasi come dei novelli Lou Ford, fanno sesso col corpo “inerme” e dopo lo fracassano.

L’unico slancio di umanità, porterà a qualcosa di peggiore, alla fine, il vero mostro farà la sua comparsa: con l’amore.

Con la a minuscola… molto molto minuscola…

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