Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

Archivi per il mese di “marzo, 2013”

FIELDS OF FIRE


Fatica  immane commentare questo gioco. Dunque comincio col dire che fa parte della famiglia (piuttosto cospicua a dire il vero) di giochi di guerra in solitario, il cui massimo esponente, secondo me, è e rimane ancora AMBUSH!.

Fields of Fire (da ora in avanti FoF) punta l’attenzione su qualcosa che finora non era stato ancora preso in considerazione (da quanto ne so) nei giochi in solitario: l’iniziativa personale delle unità. Sì perché in FoF le unità combattenti del giocatore si muovono, cercano riparo, recuperano feriti ecc. grazie ad ordini impartiti dalla catena di comando (il giocatore e i suoi sottoposti), ma sparano automaticamente nel momento in cui avvistano e riconoscono il nemico. Il problema qual è? Beh un MG da 50mm che finisce le munizioni perché si ostina a sparare ad un cecchino in buca non è una bella cosa. Un unità che finisce nel fuoco incrociato rischia la pelle a causa del fuoco amico e questa è un’ altra cosa non bella, ecc.

Ma andiamo con ordine. FoF è diviso in due parti distinte e apparentemente separate: una prima fase strategica ed una squisitamente tattica.

Durante la fase strategica si pianifica la missione, si fa la conoscenza con il terreno dello scontro, si acquisiscono informazioni dall’intelligence e quindi si ha una superficiale visione d’insieme sulle eventuali minacce e si preparano le proprie truppe. E qui le cose si fanno serie. Oltre a decidere gli obiettivi della missione, il primario e il secondario, il punto di attacco e il dispiegamento iniziale di unità e armamenti, bisogna decidere in anticipo gli ordini visivi, ossia gli ordini impartiti grazie a dispositivi luminosi o fumogeni colorati, ad ognuno dei quali viene assegnato un ordine specifico. Oltre a questo si sceglie il tipo di dispositivo di comunicazione principale, radio o telefono da campo. Bisogna tenere conto che col telefono da campo viene a crearsi la necessità di sviluppare una rete di comunicazione cablata tra i diversi dispositivi perché siano utilizzabili e quindi la creazione fisica di collegamento tra le varie zone dello scontro. Ma sono la scelta degli ordini legati ai dispositivi pirotecnici e fumogeni ad essere fondamentali per poter comunicare ordini specifici ad unità fuori portata, ossia a tutte quelle unità prive di telefono o radio (e saranno molte) e fuori dalla portata visiva di un ufficiale per poter ricevere ordini visuali (fatti a gesti). Quindi un fumogeno lanciato per ordinare un cessate il fuoco diverrà fondamentale, quando il nemico si è ritirato e non è più a portata di tiro.

Terminata la parte strategica, si entra nel vivo della battaglia e si verifica la bontà del piano cercando di perseguire l’obiettivo fissato in precedenza. Ovviamente le cose non andranno lisce come l’olio, le informazioni dell’intelligence sono accurate sì ma non così specifiche.

Il gioco si compone fondamentalmente di un mazzo di carte per la risoluzione del fuoco, la comparsa di nemici sul campo, la scelta casuale di unità ecc , tre mazzi di carte terreno, ognuno dei quali rappresenta una campagna specifica (WWII, Korea e Vietnam) le pedine delle unità, le pedine di terreno specifico e le pedine informative, ossia tutte quelle pedine che servono per determinare lo stato delle unità, la linea di fuoco, la potenza del medesimo, la cablatura dei telefoni, la capacità di ordini, ecc.

Il problema principale che ho riscontrato sta purtroppo nel manuale: male organizzato, si fa fatica a trovare una specifica regola, molte cose sono date per scontate, ma soprattutto mancano veri e propri esempi di gioco. La GMT è corsa ai ripari pubblicando diverse FAQ e alcuni esempi di gioco sia della fase strategica che alcuni turni della fase tattica. Nonostante ciò, FoF rimane un prodotto ostico. Un sant’uomo ha pubblicato in rete il video di un’intera missione diviso in capitoli della durata complessiva di 240 minuti. Questo la dice lunga su quanto il gioco offra, ma anche quanto richieda.

Mi dicono spesso che è da folli giocare in solo con giochi da tavolo, anche se creati specificamente per questa modalità, visto che il PC risolve la maggioranza dei problemi. Questo è vero, ma delegando al PC i calcoli e la parte regolistica, si viene a perdere anche il gusto di scoprire il perché una data regola è fatta in un certo modo… e poi come dico sempre tra venti anni un tavolo di cucina non si rifiuterà mai di far “girare” un gioco da tavolo solo perché ha una certa età.

Concludendo, FoF è un gioco originale nonostante riprenda alcuni concetti già espressi in un gioco seminale come  UP FRONT, è complesso, profondo e maledettamente farraginoso per colpa di un regolamento poco ispirato, ma che una volta assimilato è in grado di regalare ore divertimento e rigiocabilità grazie all’impostazione semi casuale delle missioni. Il costo è decisamente elevato.

A breve l’uscita di FoF 2.

Immagine

http://www.boardgamegeek.com/boardgame/22877/fields-of-fire

LOBO, L’UOMO


Allora, per chi non lo sapesse L’Uomo è l’ultimo della sua specie, è uno Czarniano, ed è l’ultimo per un motivo molto semplice: voleva essere l’ultimo. E così è stato, ha sterminato il suo intero pianeta e adesso si gode la sua unicità fumando sigari, ascoltando trash metal, massacrando di botte poveracci in bar di infimo ordine e ogni tanto prendendo per il culo i tizi col mascellone (si riferisce a quelli della Justice League, Superman e compagnia bella). Poi è successo che è morto ed è finito in paradiso, perché all’inferno non ce lo volevano davvero. In paradiso ha spaccato il culo a santi e angeli e ha sventrato l’intera baracca col risultato di tornare vivo tra i mortali. Questo è L’Uomo.

Bene su L’Uomo s’era parlato di un film che doveva essere diretto da Guy Ritchie. Il buon Guy ha poi ringambato (tradotto si è ritirato mettendola nel culo a tutti) in favore del brand di Sherlock Holmes (contento lui).

S’è più saputo nulla fino a quando The Rock, al secolo Dwayne Johnson, ha detto di essere stato contattato per la parte. La cosa peggiore però è un’altra: il film se verrà realizzato sarà un PG 13! Sì ho scritto bene sarà un film con un divieto ai minori di 13 anni. La notizia non è nuova, lo so, diciamo che comincia a puzzare… Ma…

Gesù, per Lobo? Ma che vogliono fare la vita di Madre Teresa? Ora se nessuno ha mai letto Lobo diciamo che è una versione edulcorata di RanXerox… eh sì c’è qualcosa di più trucido di Lobo. L’Uomo usa la violenza e il turpiloquio come stile di vita, il vecchio RanXerox anche le bestemmie (quelle classiche dei nostri nonni, per intenderci), a proposito ma un bel film su RanXerox? Ché il vecchio Ranx è sempre il vecchio Ranx… ora per i bimbiminkia che leggono gli X Men, il tizio grosso che si chiama Guido Carosella è palesemente ispirato (fisicamente) e credo sia anche un omaggio a RanXerox, vero e proprio fumetto cult negli USA, pur essendo italiano fino al midollo. Consiglio vivamente di recuperarlo e di dire una preghierina per Stefano Tamburini. ZNORT!

Ma sto divagando, parlavo de L’Uomo. Nel 2002 venne realizzato un corto di 13 minuti ispirato all’albo in cui L’Uomo viene ingaggiato dal Coniglio Pasquale per far fuori Babbo Natale. Si vede che si tratta di un opera amatoriale, ma è molto fedele a quello che dovrebbe essere L’Uomo. È divertente e ne consiglio la visione a chi è interessato e se lo fosse perso.

E ricordiamoci sempre che l’albo di Lobo dal titolo The Wisdom of Lobo è composto da 64 pagine bianche. E ho detto tutto su quanto Giffen Grant e Bisley prendano per il culo tutti quanti.

PS a proposito la mia sperticata ammirazione totale per le capacità grafiche di Simon Bisley. Una specie di miracoloso punto di incontro tra Bill Sienkiewickz e Tanino Liberatore.

PPS il progetto comunque pare al momento naufragato, persino The Rock ne ha recitato il De Profundis, e non resta che sperare che la quantità di quattrini riservati ad un film ignobile quale fu quello su Lanterna Verde, non vadano ad un altro film di tale levatura, fosse lo stesso Lobo… piuttosto meglio niente. Tanto ad Hollywood non hanno le palle per affrontare un film su L’Uomo.


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