Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

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MARCO INNOCENTI… (titolo col nome… e poi dice “uno non si ricorda”)


 

Guarda qua, in Times New Roman, come si conviene con le persone serie. Ne è passato di tempo da quando si facevano i fumetti eh… Bravo bravo, sono proprio contento che sei bravo. Bello no, ma bravo sì… te l’ho sempre detto che eri il mio scrittore preferito. Mi pare di avertelo detto almeno. Ma sì che te l’ho detto.

Un’ultima cosa: Pisa merda.

(-:

Bravo.

Luca.

ATTRAVERSO LO SPECCHIO E QUEL CHE ALICE VI TROVO’


 

          JABBERWOCKY

Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe;
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
Beware the Jabberwock, my son!
The jaws that bite, the claws that catch!
Beware the Jubjub bird, and shun
The frumious Bandersnatch!
He took his vorpal sword in hand:
Long time the manxome foe he sought
So rested he by the Tumtum tree,
And stood awhile in thought.
And as in uffish thought he stood,
The Jabberwock, with eyes of flame,
Came whiffling through the tulgey wood,
And burbled as it came!
One, two! One, two! And through and through
The vorpal blade went snicker-snack!
He left it dead, and with its head
He went galumphing back.
And hast thou slain the Jabberwock?
Come to my arms, my beamish boy!
O frabjous day! Callooh! Callay!
He chortled in his joy.
Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe;
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe
(Lewis Carroll)

Leenp1

L’AMORE E’ UNA COSA MERAVIGLIOSA


Siccome non ci ho niente da fare in questo momento mi sono detto: “e se mi mettessi a schifare un po’ il fantasy come genere nella sua inutile globalità?”Ed eccomi qui a deliziare fini palati con badilate d’escrementi posti ordinatamente attorno ad un genere che non ha un cazzo da dire. Ora, parliamoci chiaro e guardiamoci nelle palle degli occhi: il fantasy, dal punto di vista letterario non ha molto da dire, né come contenuti né come qualità narrativa – e non mi rompete i coglioni con Tolkien che sarà stato un grande linguista ma come romanziere era un po’ un mezzo cialtrone.  Se si pensa che l’apice lo si è avuto con quella palla indicibile che è “Il Signore degli Anelli”… beh la dice lunga su ciò che ha da dire. Il Signore degli Anelli è un romanzo destrutturato, ha il ritmo troncato dalla sua stessa forma narrativa, che insegue inspiegabilmente l’anticlimax raccontando interi blocchi di vicende e ritornando indirettamente sulle medesime viste da altri protagonisti che non sanno le cose. Ma noi sì. E affanculo la suspense, che non è certo così che si fa. Hitchckock era un maestro ad informare lo spettatore su cosa stesse succedendo e a far salire la suspense perché i protagonisti erano all’oscuro di tutto. Ma non è certo il caso di Tolkien. Poi ci sarà qualcuno che obietta il fatto che nemmeno William Burroughs scriveva romanzi con una struttura narrativa. Beh WB era un’artista (e Junckie la sua bella struttura narrativa e la ha eccome, il Cut Up esula da tutto il resto) Tolkien era un professore universitario con la velleità di invetarsi una mitologia anglosassone, fino al quel momento per lui inesistente, in quanto anche i miti Arturiani erano di derivazione francese. Certo certo, ammetto che è il secondo libro più letto al mondo dopo la Bibbia (e anche questa cosa mi suona un po’ strana perché scommetto che il più letto non è la bibbia ma il Corano), ma la popolarità non fa certo qualità. Non lo sto certo ad insegnare io, ma i reality sono stati creati per dimostrare che al peggio non c’è mai fine. E come li seguono eh…Ma ritornando al discorso, ci sono autori, tipo William Gibson, Philip K. Dick, James Ballard che scrivono di fantascienza e da sempre, questo è un genere che qualcosa da dire lo ha. E il merito non è del genere in sé ma degli autori che raccontano di noi, guardando i nostri ipotetici nipoti e pronipoti. Ma il fantasy… che mi dice il fantasy? Se togliamo i vecchi saggi e potenti, i giovani stolti ed idioti da mettere sulla retta via, il Campione di turno con le tagliole in tasca e il cattivo bidimensionale come carta velina pressata… che ci rimane? Un castello vuoto, un drago con un colore a caso con un nome scemo e che parla convinto di dire cose cattive o buone ma profonde.L’unica cosa buona l’ha fatta Peter Jackson al cinema con la trasposizione della “palla indicibile” e miracolosamente ha creato un film divertente e godibile… eh è fantasy, ma niente è perfetto.Eppure volendo, si potrebbe scrivere bene qualcosa ambientato in quel mondo  incartapecorito e muffoso pieno di elfi nani e oggetti magici… ossignore non parliamo degli oggetti magici che sono sempre o armamenti o gioielli, mai una volta che ci sia una parete magica di una stalla… eppure sarebbe certo più inquietante e al tempo stesso evocativo un posto tanto comune quanto potente. Ma che ci si vuol fare, gli scrittori di fantasy sono menti pigre che copiano da loro stessi, fagocitano idee (micragnose) altrui e le vomitano mal digerite, su pagine che pretendono anche di voler essere pagate per cotanta “ingegnosità”.Non so se si nota il mio “amore” profondo per questo pattume letterario. Sono un po’ sopra le righe? E mi pareva di essere stato clemente… ho detto “letterario” dopo “pattume”. Ma potrei sempre fermarmi a “pattume”.

HPL


HPL

È estate, e come ogni tanto mi accade in questo periodo, caldo, loffio, e snervante, mi viene voglia di leggere qualche racconto lovecraftiano. Dico da subito che la prosa del “solitario di Providence” non mi è mai piaciuta, piena di aggettivi e ridondanze stucchevoli, di figure retoriche e prosopopea. Molti dei suoi “difetti” sono divenuti stimolo per altri scrittori, ma io, che tale non sono, mi limito a dire che Lovecraft era un mediocre scrittore. Oh per inciso, è ovviamente la mia modesta opinione e come tale non vale un benemerito cazzo.La mediocrità della sua prosa però era più che bilanciata dall’assoluta genialità delle sue intuizioni narrative ed emotive. Quest’uomo aveva il dono di sondare l’orrore e riproporlo in chiave pseudo scientifica, mescolando generi, che probabilmente nel periodo in cui scriveva nemmeno erano tali, e facendo strisciare dubbi e inquietudini tra i suoi mille aggettivi che si arrotolavano gorgogliando  su loro stessi.Ammetto di non aver mai avuto particolare ribrezzo per i batraci antropomorfi, per la puzza di pesce o per le cose viscide e striscianti descritte dal buon vecchio HPL, in compenso ho sempre avuto un profondo senso di disagio provando a pormi una semplicissima domanda: “ E se fosse stato tutto vero?” Ecco è questo che suscita orrore. Pensare a come sarebbe se fosse tutto vero. Conoscere la verità sulla storia dell’universo, su quella della nostra cara vecchia terra, sulle nostre credenze religiose,  sul nostro passato ancestrale. L’orrore è pensare che tutto ciò che conosciamo, e ciò in cui crediamo sia andato “in vacca”. O non sia esistito, che sia tutto falso. Domandarsi: “e se gli Zombi esistessero davvero?” non è la stessa cosa che chiedersi: “ma se Lui non c’è e ci sono solo Loro… noi che ci stiamo a fare? Noi chi siamo? Se il cielo e lo spazio fossero squarciabili come un sipario e dietro ci fosse la verità.  Se quello squarcio fosse fisico…” eh beh… E così mi diverto, facendo fatica a leggere, di incantesimi, di tecnologie aliene, di pseudo-archeologia, di mistici folli, di tomi maledetti… E tutto ciò fa apparire il diavolo come un mentecatto, qualcosa di più simile a Mangiafuoco, mentre Loro che dormono sulla Terra o che vivono al centro dell’universo sono a portata di mano e se giungono a noi è tutto finito. La terra, il sistema solare, la galassia, l’universo stesso e la realtà come la conosciamo. E rimangono i sogni, portali per oltrepassare la realtà e trovarsi in altri luoghi altrettanto reali ma su piani fisici differenti.Lovecraft descriveva tutto ciò come se potesse succedere davvero solo aprendo un cassetto di una scrivania e leggendo ad alta voce qualche strano ed ancestrale manoscritto.Il pantheon lovecraftiano che include storia e pseudo storia è uscito dalle sue mani ed è approdato a molti altri scrittori, l’era Hyboriana del Cimmero Conan, protagonista dei racconti del folle Robert E. Howard non è altro che parte del passato creato da HPL. E pensare che c’è gente che crede nell’esistenza dell’ Al Azif, il Necronomicon, il libro dei nomi morti scritto dall’arabo pazzo Al Ahzred.Io comunque conosco la formula segreta per difendermi da queste forze oscure… e ve ne faccio dono:

KLAATU BARADA NIKTO!

 

Va va… va quanta roba… eh se non volessi bene al mondo…

Numero di catalogo: MS 408


 
Di seguito il link alla YALE UNIVERSITY BEINECKE RARE BOOK AND MANUSCRIPT LIBRARY che pare tenga in catalogo il "Manoscritto di Voinych". Cos’è questo affare? Beh fa parte del pantheon mitologico dei Grandi Antichi, non è proprio l’AL AZIF dell’arabo pazzo ma qualcosa di strano lo ha di certo questo manoscritto.
Le immagini del manoscritto lasciano pochi dubbi…
 
(Dissolvenza in nero e musica con fiati in crescendo).

RIFLESSIONI SU UNA DEPOSIZIONE


 

"Quando dico che non ricordo di aver scritto PASTO NUDO naturalmente esagero e non bisogna dimenticare che la memoria è formata di varie aree. La droga è un analgesico, uccide anche la sofferenza e il piacere impliciti nella consapevolezza. Mentre la memoria che un tossicodipendente ha di fatti e avvenimenti può essere molto accurata e dettagliata, la sua memoria emotiva può essere scarsa e, nel caso di una tossicodipendenza grave, vicina al grado affettivo zero.

Quando dico << oggi il virus della droga rappresenta il problema sanitario numero uno nel mondo>> non mi riferisco soltanto ai concreti effetti negativi degli oppiacei sulla salute dell’individuo (che, nei casi di dosaggio controllato, possono essere minimi), ma anche all’isteria che l’uso della droga spesso suscita tra coloro che i mass media e i funzionari della narcotici predispongono a reazioni isteriche.

Negli Stati Uniti il problema della droga nella sua forma attuale cominciò nel 1914 con lo Harrison Narcotics Act, la Legge sui Narcotici. Ora l’isteria antidroga si è diffusa in tutto il mondo e rappresenta ovunque una minaccia mortale per le libertà personali e per la corretta applicazione delle garanzie di legge."

Ottobre 1991

                                                      WILLIAM S. BURROUGHS

 

copertina-libro  William-S-Burroughs

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