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"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

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BUFFY L’AMMAZZAVAMPIRI


Lo ammetto, sono uno di quelli che ha detto peste e corna su questa serie. Lo ha detto anche inferocito, ha preso per il culo tutto il prendibile ed ha sputato ignomignia su Joss Whedon. 

Bene comincio col dire di non aver avuto tutti i torti… avevo visto il film prima della serie, e lasciatemelo dire Ed Wood ha realizzato film di ben altro spessore socioculturale.

Ma siccome le cose vanno dette tutte, mi sono sempre sbagliato sulla serie televisiva. Oh non è che sto facendo ammenda adesso eh, ne sto parlando adesso, è ben altra cosa. Non mi va d’incensare l’intera serie, tutte le sette stagioni più l’ottava (che è a fumetti, ma è ufficialmente l’ottava), volevo soffermarmi su di un singolo episodio della quinta stagione “Un corpo freddo”.

Chi ha seguito la serie sa che quello cui mi riferisco è l’episodio nel quale la madre di Buffy muore. È fuor di dubbio che chi ha scritto l’episodio ha vissuto in prima persona l’esperienza o è stato vicino a chi ne ha vissuta una simile. Ma propendo per la prima ipotesi perché alcune sensazioni, alcuni pensieri non esposti ma impliciti in talune inquadrature non possono provenire che da esperienza diretta. E lo dico con cognizione di causa purtroppo.

L’intero episodio è privo di musica, nessun commento musicale. L’intero episodio è costellato di rumori di fondo che sembrano esplodere nei timpani di chi vive una simile esperienza. Dico sembrano perché sono solo rumori di fondo. Ma è il contesto ad amplificarne magicamente e tragicamente il suono.

Buffy rientra in casa e trova la madre morta sul divano, con gli occhi sbarrati. La reazione alla vista è “corretta”. Di morti in tv e al cinema se ne vedono a centinaia e si vedono persone reagire alla morte. Ma solo Buffy, in quell’episodio reagisce, pensa e si muove come succede nella realtà, ed è una questione di dettagli, ma si notano, io li ho notati. Passano davanti agli occhi immagini di un possibile lieto fine, di un miracolo che non può accadere ma accade. Ma non è vero. Non è vero perché in quel momento la mente rifiuta di vedere… anzi di sapere quello che vede.

Arrivano i paramedici ma non li vediamo bene in faccia. Parlano, ma sono distanti e li odio… li odia per come parlano. Lo so che li odia e lo sapeva bene anche chi ha scritto le battute che si odiano. Parlano tecnico, si riferiscono a sua madre come al “cadavere”. Quando uno dei due le parla lei non lo vede, vediamo la sua camicia, i suoi bottoni, decine di dettagli di quella stramaledettissima fottuta camicia pur di non ascoltare quello che deve dire di tanto maledettamente importante. Ma lui lo dice lo stesso. Si dispiace per l’accaduto e chiede come sta. Come vuoi che stia stronzo? Ma fa il suo lavoro, in quella giornata sarà capitata una situazione del genere almeno un altro paio di volte al paramedico e il cervello sa che non è colpa sua.

Poi mentre sono ancora lì, Buffy chiama al telefono Giles, in modo distaccato, con il distacco della disperazione più nera.

I paramedici se ne vanno e comincia a pulire casa, senza pensare… senza musica di sottofondo e coi rumori assordanti e silenziosi.

Questi sono i primi cinque minuti del telefilm. Questi, visti da chi ha vissuto un’esperienza simile fanno accapponare la pelle. Si chiude la gola, rimani lì a guardare da quest’altra parte qualcosa che è già successo. E cazzo, è successo in quella maniera.

Questo non è stato l’unico episodio tanto ricco di vita, pur avendo rappresentato così bene la reazione al trapasso di un congiunto. Ce ne sono stati altri, moltissimi altri, intensi magari in maniera diversa, ma intensi e sentiti, alcuni divertenti come film di John Landis di quando era in stato di grazia, altri “emotivi”, altri ancora degni del Rocky Horror Picture Show… ed intendo in senso musicale.

Tra mosse di Kung Fu, vempiri idioti, Demoni “gommosi” come vecchi film di Godzilla, e amori liceali, tra tutte queste cose trite e sfatte… sotto sotto, nascosta e pronta ad esplodere c’era un tripudio di allegoria e di domande fastidiose cui non veniva mai data una risposta. E le domande giuste quando si pongono non necessitano mai di una risposta ma solo di riflessioni.

Lo dice uno che ha sempre visto Buffy L’Ammazzavampiri come una emerita vaccata. E mi sbagliavo.

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