Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

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PICCOLO DIZIONARIO AMOROSO


È ufficiale: mi sto rammollendo.

Vidi il film in questione su RaiDue anni fa una sera d’estate in cui non c’era un tubo da nessun altra parte. Ricordo di averlo visto principalmente perché c’era Jessica Alba, e ricordo bene che non mi fece una grande impressione.

Per scrivere quanto sto per scrivere me lo sono rivisto stasera, tanto per non lasciare nulla al caso. Che devo dire? Ho apprezzato maggiormente il film.

Andiamo con ordine e partiamo dalla superficie: Jessica Alba in questo film è di una bellezza stratosferica.

E adesso le magagne, la bellezza dell’Alba però non basta. Per tutta la prima parte del film non ho l’impressione di trovarmi davanti ad una ragazza indigena di Sarawak, io lo so come sono le donne di Sarawak, ho visto Sandokan io, mica seghe.

Selima, così si chiama la ragazza, si muove e si atteggia come un X-5 di Manticore, con la differenza che la da’ generosamente. Il problema dal punto di vista interpretativo è quello, non ho l’impressione di trovarmi di fronte a ciò che viene rappresentato. E questo è colpa dell’attrice, mi dispiace ammetterlo.

Ma le perdono tutto.

La trama ricorda un po’ Pocahontas in versione “nave scuola” senza essere una Milf… se ci siamo capiti. Nel film è chiamata Dizionario da Camera.

Lui non la vuole, lei si offende, lui la prende perché non ha gli occhi foderati di prosciutto, lui non la può avere perché le regole e l’etichetta inglese non lo permettono, lui sposa un’altra (Inglese). Torna dopo un anno, lui ancora innamorato di lei, lei ha avuto un figlio da lui, la moglie di lui decide di lasciarlo andare da lei, loro vivono felici e contenti.

Questa è in soldoni quello che succede, nel mezzo ci sono tragedie, ma non le si percepiscono come tali perché raccontate in modo volutamente blando, c’è il duello finale col cattivo e via così.

Si affrontano in maniera superficiale, intendiamoci, temi come la diversità culturale, il razzismo e… ma si anche un po’ la retorica del “buon selvaggio” che personalmente detesto e mi viene il bruciaculo solo a pensarci.

Il periodo storico in cui è ambientato il film è più o meno lo stesso di Quel che resta del giorno di Ivory, nel quale l’etichetta e le costrizioni sociali vengono sviscerate meravigliosamente. In PDA alcuni dei temi sono simili ma affrontati in maniera decisamente più leggera e in alcuni momenti anche fastidiosa.

Nonostante tutto non mi sento di bocciare completamente il film, è alla fine godibile come un bicchiere di latte ed una brioche.

Vorrei rimarcare il fatto che Jessica Alba non è mai stata così bella come in questo film.

Ma l’ho già detto?  

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