Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

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FARSCAPE


Una delle mie serie preferite.

FARSCAPE ha un sacco di cartucce nel caricatore e gli autori sono riusciti a spararle tutte in modo preciso e funzionale alla serie.

Il protagonista, John Crichton si è ritrovato in un’altra zona dell’universo in seguito ad un esperimento spaziale. Niente di nuovo all’orizzonte, Mark Twain ci scrisse un romanzo con lo stesso tema “Un americano alla corte di Re Artù”. Ma John Crichton è un uomo dei nostri giorni, del nostro tempo, cresciuto in America a base di schifezze alimentari e cresciuto nel resto del mondo, perché come il resto del mondo (diciamo gran parte di quelli cui il telefilm si rivolge) ha avuto i modelli che abbiamo avuto tutti. Se non sono modelli sono comunque bagaglio culturale popolare. Ed ecco la prima chicca: FARSCAPE è una serie POP. Pop nel senso Warholiano del termine, è come il volto di Marylin ripetuto dozzine di volte, come quello di Jackie, come la zuppa Campell’s. FARSCAPE è Pop fino al midollo. I riferimenti alle famose saghe di fantascienza si sprecano e non come citazioni visive, ma perché è proprio Crichton che le nomina. Le usa come metro di paragone, cerca il “sapore di casa” mediando tramite la fantasia di qualcun altro.

Per certi versi la serie è un po’ spiazzante, tra episodi realizzati a cartoni animati in stile Looney Toones, in cui si cita da Hillary Clinton, Marylin Monroe, Jessica Rabbit, Chewbacca, Matrix, Buffy… e chi più ne ha… ad altri nei quali la VERA fantascienza diventa padrona della storia e rimani lì attaccato in attesa di vedere il seguito, la Sedia Aurora, gli Skarran, Harvey e la corvette… (?). C’è la vita, la morte… e per quanto la serie sia “scanzonata” e svaccona per certi versi, è costellata di morti tra i protagonisti… abbondanti morti. E tutte sofferte, tutte funzionali alla trama.

Moya l’astronave vivente (probabilmente citata dall’episodio “Tin Man” di Star Trek TNG) è incinta. Partorirà un astronavina armata fino ai denti e del tutto schizofrenica. Crichton si dividerà in due… in uno di quegli episodi che ci sono in ogni serie di fantascienza che si rispetti, il mito del “doppelganger”. Ma in FARSCAPE no, Crichton si sdoppia e ci rimane sdoppiato. A quel punto la serie cambia e i protagonisti si dividono, metà con Crichton e l’altra metà con… Crichton. Ad episodi alterni seguiremo le vicende di tutti e se prima qualche spettatore potesse avere dei dubbi su chi fosse il vero Crichton, dopo non ne avrà alcuni. Lo sono entrambi… forse. Ma sì lo sono… forse no. Si vuole a tutti i costi che non lo siano… ma lo sono. Eh…

Ho nominato Harvey? Harvey sarà la controparte-grilloparlante-rompicoglioni-supercattivo-freudiano più divertente e subdolo che si sia mai visto, perché di fatto non c’è. O meglio c’è ma non c’è. Non s’è capito, ma i duetti tra Crichton e Harvey su di un molo di Malibù seduti su di una Corvette fiammante non si dimenticano, come dimenticare Harvey con la sua camicia hawaiana sopra quella tuta sadomaso da cenobita barkeriano? Come dimenticare le scopate di una protagonista vispa che si lavora sia il padre (protagonista anch’esso della serie) che il figlio? O come dimenticare 1812? Il DRD con scritto a pennello appunto 1812, che ogni volta che lavora… “HEY 1812!! DAMMI PIÙ ENERGIAA!” parte l’ Overture di Tchaikovsky “1812” a tutto volume?

FARSCAPE è un telefilm folle, pieno di energia, di cultura di massa, di pop art e di avventure “sbarazzine” alla Buck Rogers. Non ho parlato di Brian Henson, figlio del famoso Jim… dice qualcosa a qualcuno MUPPET’S SHOW? e YODA? Ma non credo ce ne sia bisogno.

Ho già detto che adoro FARSCAPE?

PS: Se qualcuno se lo stesse chiedendo (ma vorrei vedere in faccia chi si potrebbe mai porre una domanda del genere), sì, mi fa impazzire il profilo di Claudia Black.

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