Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

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THE CALL OF CTHULHU


Film curioso, e perlomeno fedele agli scritti del Solitario di Providence.

Si tratta di un film del 2005 di Andrew Leman in bianco e nero e muto.

Il regista ha già lavorato in produzioni ad alto budget come ad esempio Le Verità Nascoste, tanto per citarne uno, come graphic designer di oggetti di scena (!). The Call of Cthulhu è girato come se fosse una pellicola degli anni venti, e con effetti speciali realizzati in stop motion. Per quanto mi riguarda bersaglio centrato.

Si contano sulle dita di una mano (di un alieno di Welles de La Guerra dei Mondi) i film tratti da racconti di Lovecraft degni di nota. Poi ci sono quelli di chiara ispirazione lovecraftiana come Il Seme della Follia di Carpenter (capolavoro), ma è un’altra storia o i tre film di Fulci sull’inferno (da vedere e rivedere) e From Beyond di Gordon… beh molta della filmografia di Gordon è lovecraftiana.

Ho avuto modo più volte di dire quanto come scrittore, la prosa di HPL mi stia indigesta e almeno altrettante volte quanto invece le sue intuizioni le sue invenzioni e il suo pantheon mistico religioso fantascientifico e orrorifico siano geniali.

Il film in questione riesce quasi a ricreare il disagio che provo nel leggere Lovecraft, disagio in senso letterario, e il maestoso orrore che silenzioso attende da eoni.

Il film è breve, poco più di un telefilm lungo esattamente come il racconto che è poco meno di un romanzo breve.

Mi sento di consigliarlo agli amanti di Lovecraft, e di vederlo a tutti gli altri, perché al momento se si esclude l’altra produzione della HPLHS The Whisperer in the Darkness (di cui qualcosa scriverò appena ho tempo) solo Stuart Gordon col suo Dagon è riuscito, con tutt’altro che un film perfetto, a ricreare alcune delle atmosfere,  e degli ambienti, “visti” nei racconti dello scrittore americano, mentre sul versante nostrano va tenuto assolutamente d’occhio Ivan Zuccon.

Immagine

HPL


HPL

È estate, e come ogni tanto mi accade in questo periodo, caldo, loffio, e snervante, mi viene voglia di leggere qualche racconto lovecraftiano. Dico da subito che la prosa del “solitario di Providence” non mi è mai piaciuta, piena di aggettivi e ridondanze stucchevoli, di figure retoriche e prosopopea. Molti dei suoi “difetti” sono divenuti stimolo per altri scrittori, ma io, che tale non sono, mi limito a dire che Lovecraft era un mediocre scrittore. Oh per inciso, è ovviamente la mia modesta opinione e come tale non vale un benemerito cazzo.La mediocrità della sua prosa però era più che bilanciata dall’assoluta genialità delle sue intuizioni narrative ed emotive. Quest’uomo aveva il dono di sondare l’orrore e riproporlo in chiave pseudo scientifica, mescolando generi, che probabilmente nel periodo in cui scriveva nemmeno erano tali, e facendo strisciare dubbi e inquietudini tra i suoi mille aggettivi che si arrotolavano gorgogliando  su loro stessi.Ammetto di non aver mai avuto particolare ribrezzo per i batraci antropomorfi, per la puzza di pesce o per le cose viscide e striscianti descritte dal buon vecchio HPL, in compenso ho sempre avuto un profondo senso di disagio provando a pormi una semplicissima domanda: “ E se fosse stato tutto vero?” Ecco è questo che suscita orrore. Pensare a come sarebbe se fosse tutto vero. Conoscere la verità sulla storia dell’universo, su quella della nostra cara vecchia terra, sulle nostre credenze religiose,  sul nostro passato ancestrale. L’orrore è pensare che tutto ciò che conosciamo, e ciò in cui crediamo sia andato “in vacca”. O non sia esistito, che sia tutto falso. Domandarsi: “e se gli Zombi esistessero davvero?” non è la stessa cosa che chiedersi: “ma se Lui non c’è e ci sono solo Loro… noi che ci stiamo a fare? Noi chi siamo? Se il cielo e lo spazio fossero squarciabili come un sipario e dietro ci fosse la verità.  Se quello squarcio fosse fisico…” eh beh… E così mi diverto, facendo fatica a leggere, di incantesimi, di tecnologie aliene, di pseudo-archeologia, di mistici folli, di tomi maledetti… E tutto ciò fa apparire il diavolo come un mentecatto, qualcosa di più simile a Mangiafuoco, mentre Loro che dormono sulla Terra o che vivono al centro dell’universo sono a portata di mano e se giungono a noi è tutto finito. La terra, il sistema solare, la galassia, l’universo stesso e la realtà come la conosciamo. E rimangono i sogni, portali per oltrepassare la realtà e trovarsi in altri luoghi altrettanto reali ma su piani fisici differenti.Lovecraft descriveva tutto ciò come se potesse succedere davvero solo aprendo un cassetto di una scrivania e leggendo ad alta voce qualche strano ed ancestrale manoscritto.Il pantheon lovecraftiano che include storia e pseudo storia è uscito dalle sue mani ed è approdato a molti altri scrittori, l’era Hyboriana del Cimmero Conan, protagonista dei racconti del folle Robert E. Howard non è altro che parte del passato creato da HPL. E pensare che c’è gente che crede nell’esistenza dell’ Al Azif, il Necronomicon, il libro dei nomi morti scritto dall’arabo pazzo Al Ahzred.Io comunque conosco la formula segreta per difendermi da queste forze oscure… e ve ne faccio dono:

KLAATU BARADA NIKTO!

 

Va va… va quanta roba… eh se non volessi bene al mondo…

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