Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

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SHERLOCK


Ed eccomi qui a dire due cose su un vero gioiello televisivo della BBC: SHERLOCK di Steven Moffat e Mark Gattis.

La serie prende spunto dai racconti di Sir Arthur Conan Doyle e li ripropone ai giorni nostri. L’operazione fatta però è particolare, non è una semplice trasposizione dei personaggi e del plot, in questa serie è l’anima stessa dei racconti di Sherlock Holmes ad essere rappresentata. L’incredibile lavoro di attualizzazione delle tecniche investigative di Holmes, del suo essere Holmes e di come lo stesso Holmes utilizza e si rapporta alla tecnologia, fa di questa serie, come ho già detto un vero gioiello.

Buttiamo nel cesso allegramente la versione di Guy Ritchie, e onestamente anche la versione USA con Lucy Liu nei panni di Watson secondo me a confronto del prodotto di Moffat e Gattis lascia il tempo che trova.

Le stagioni sono composte di soli tre episodi, ma sono episodi di 90 minuti. La trama è ovviamente verticale con un arco narrativo orizzontale, e quest’ultimo ovviamente è dedicato a Moriarty. Molto simile al Joker de Il Cavaliere Oscuro e altrettanto letale, forse anche di più.

Ma c’è tutto Conan Doyle in questa serie e chi conosce i racconti di Sherlock Holmes rimarrà sorpreso e deliziato di ritrovare ogni dettaglio che caratterizza le storie originali in contesti del tutto particolari, ma assolutamente funzionali all’ambientazione e al racconto.

Gli attori principali Benedict Cumberbatch (Sherlock Holmes) lo rivedremo quest’anno come cattivo nel nuovo film di Star Trek, mentre Martin Freeman (John Watson) già lo abbiamo visto nel ruolo di Bilbo Baggins.

Spero vivamente che gli impegni cinematografici non rallentino o impediscano il proseguimento della serie perché perle di rara bellezza come queste capitano poche volte in tv.

Entrambi gli attori sono perfetti nella parte ed assolutamente credibili. La messa in scena è elegante, la regia sempre precisa e la fotografia, ottima, ci regala una Londra moderna che richiama quella vittoriana in alcuni momenti. Menzione speciale anche per la colonna sonora della sigla, anche in questo caso perfetta, moderna ma che ha un certo sapore vintage, qualche nota, qualche accordo alla John Barry di The Persuaders. È una sensazione, attenzione, non ho detto che le somiglia.

Consiglio la visione? Ma assolutamente sì, senza remore.

Capolavoro.

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