Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

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BATTLESTAR GALACTICA


Un altro gioiello. E qui le lodi si sprecano.

Chi si ricorda la vecchia serie BATTLESTAR GALACTICA, quella che sembrava (s’ispirava o plagiava) Guerre Stellari per quanto riguarda il comparto degli effetti visivi e in parte anche del design di alcune astronavi, dei colori ecc. ecc. avrà un bello shock dopo aver visto alcune puntate della nuova serie… nuova versione. Remake è decisamente riduttivo.

Dove la vecchia serie aveva personaggi scolpiti con l’accetta, personalità tutt’altro che complesse e gioiose battute sputate da baldanzosi quanto impomatati giovini virgulti, il nuovo BATTLESTAR GALACTICA ha fatto della paranoia la sua ragion d’essere.

E dico paranoia intesa in senso medico. Di fatto tutti sanno chi sono, poi piano piano scoprono di non sapere chi sono quelli che hanno accanto e alla fine finiscono per non sapere nemmeno chi siano essi stessi.

Pare una cosa da poco, ma è come se ad esempio parlando di un’altra serie televisiva, avendo disseminato indizi lungo tutti gli episodi ma in modo del tutto “casuale” ed insignificante, il buon Starsky venisse fuori alla fine  che è un poliziotto corrotto e marcio fino al midollo. Ma questo non rende l’idea. Perché c’è sempre la paranoia di cui sopra. BATTLESTAR GALACTICA è una serie claustrofobica, dannatamente politica, incalzante, inquietante (parecchio), e con continui ribaltamenti di fronte. Trovarsi a non sapere chi siano i buoni e i cattivi quando per quasi un anno ti sei identificato in quelli che credi siano dalla parte della ragione è decisamente spiazzante. Quando poi scopri che i buoni sono in realtà qualcosa d’altro che nemmeno lo sapevano di essere e che forse i cattivi sono veramente cattivi… beh a questo punto la sensazione di disagio di triplica. E ci si chiede se alla fine ci sarà un lieto fine… Roy Batty, che tra la pioggia scrosciante libera la colomba dopo aver salvato Dekard, suo cacciatore, la dice lunga so chi o come possa essere inteso il “diverso”. Molti sono gli elementi in comune con Blade Runner, (la versione Director’s Cut). BATTLESTAR GALACTICA racconta di uomini, donne, di una civiltà spazzata via da un’altra “civiltà” che prodotto della precedente. La strana “intuizione” delle macchine verso una visione religiosa monoteista è in contrapposizione con il politeismo paraellenico della civiltà umana che cerca a tutti i costi la via di fuga e la salvezza. Le “macchine” parlano di Dio come siamo sempre stati abituati a sentirne parlare. Senza integralismi di sorta, quasi con amore. Dall’altro gli umani politeisti, sterminati, e che arrivano al punto di farsi saltare per aria come kamikaze per le strade di Tel Aviv, uccidendo propri simili pur di spazzare via delle “macchine”.

Ricordo che quella fu un’immagine forte, molto molto forte, con le stesse riprese, la stessa fotografia di una ripresa televisiva fatta da qualche reporter preso alla sprovvista o da qualche video amatoriale. E sai che è sbagliato quello che succede ma vedi che chi commette lo sbaglio è poi la parte nella quale ti identifichi.

E il senso di disagio sale ancora. E la paranoia. E tutto si confonde. Giusto e sbagliato vanno di pari passo, si mescolano e diventato qualcosa che uno pensa che non esista ma che in verità c’è.

Ed è la realtà.

Pura e semplice.

Chi è chi non è più importante allora. E allora cos’è importante? Cosa è lecito fare per sopravvivere?

Gli autori di BATTLESTAR GALACTICA non hanno creato un telefilm di fantascienza (meravigliosi effetti speciali e realistici combattimenti nello spazio come raramente se ne vedono), ma una gigantesca macchina di riflessione ed introspezione ed una forte, fortissima denuncia politica.

Ma Skorpion non è morta vero?                                                  

           battlestar_galactica_2003_scrsbattlestargalactica

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