Il nido dell'Anatra

"I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondere l'illusione con la realtà". (David Cronenberg)

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SPY KIDS: ALL THE TIME IN THE WORLD


La missione va avanti, stavolta tocca alla pellicola più recente, tra quelle uscite nelle sale, della signora Alba.  Mi è capitato di vedere uno degli altri film della serie e forse qualche pezzetto degli altri due e anche questo mantiene lo stesso tono da cartone animato, ci sono personaggi che funzionano e altri che decisamente sono inutili o cinematograficamente idioti.

La regia è di Robert Rodriguez, il quale ha curato anche il soggetto, la sceneggiatura, il montaggio, la musica, la scenografia la fotografia e forse ha anche cucinato puerco pibil per gli attori…

Entrambi i bambini protagonisti stavolta sono simpatici, Cecil, il maschio è decisamente azzeccato, ispira simpatia per quella sua vaga flemma jedi, perché ha un handicap: è sordo e porta l’apparecchio e perché intelligentemente questa sua carenza, in alcune occasioni viene valorizzata e trasformata in vantaggio. La signora Alba, come ho già avuto modo di notare in altre occasioni, quando è a contatto con i bambini, non so come mai ma la vedo decisamente più a suo agio.

Ah un piccolo appunto a suo favore per quanto riguarda la missione in generale, avrà toppato diverse pellicole, ma quando piange, tanto di cappello, come lacrima lei non lacrima nessuno.

Il marito, Wilbur, è decisamente un personaggio inutile per come è trattato nel film, ma ovviamente immagino non fosse eliminabile, anche se poteva essere più presente come membro fondamentale della famiglia.

Peccato anche perché il rapporto un po’ burrascoso tra la bambina, Rebecca e la matrigna Marissa (l’Alba per l’appunto), era interessante anche se non così originale, e non sia stato sviluppato un pochino di più, al film avrebbe sicuramente giovato.

Mi rendo conto che essendo un prodotto per bambini, alcuni argomenti vanno affrontati in una certa maniera, ma si possono affrontare, e penso al capolavoro Toy Story 3 che parla di cose decisamente serie. I bambini sono piccoli ma non sono scemi, se le cose vengono loro proposte nel modo giusto, capiscono, apprezzano, riflettono e fanno domande.

Una piccola occasione mancata da questo punto di vista.

Alla fine comunque il film è divertente, intrattiene per un’ora e mezza e per fortuna non cade nello smielato.

La bambina piccola scorreggiona è impagabile.

Chiudo con una nota di gusto personale e approvazione indefessa sulla tutina nera di pelle indossata da Jessica Alba che ricorda un po’ la mai dimenticata Emma Peel di Diana Riggs e un po’ la cara Max Guevara di Dark Angel, specialmente quando abbassa il culo e cammina di soppiatto.

Promosso per quello che si propone di essere, intrattenimento per pargoli.

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MACHETE


Sì lo so doveva essere AWAKE , ma rimando al prossimo post, che tanto nessuno schianterà soffocato perché tratteneva il respiro nell’attesa.

Troppo comodo dire che un attore o un’attrice fa schifo quando il film in cui ha lavorato è una boiata, in THE LOVE GURU c’è anche Ben Kingsley e ho provato imbarazzo per lui, tanto per dirne una.

Non essendo però Machete un film imbarazzante, mi sento di dire, in questo caso, che Jessica Alba ha recitato un po’ da cani. Probabilmente il suo registro non le consente di interpretare ruoli un po’ più sopra le righe in maniera credibile, o forse non era semplicemente in parte, o magari le tirava il culo per qualcosa di personale, non lo so.

Sta di fatto che in questo film la boccio senza appello. Fermo restando che è bella come il sole e che il parrucchiere le ha fatto dei capelli che non si possono vedere.

Com’è il film? Beh Rodriguez ha due anime una da film-per-famiglie-raccatta-quattrini (serie SPY KIDS, e mi toccherà parlare anche di questo, il quarto… indovinate un po’ chi c’è come protagonista?) e una decisamente da serie b, splatterosa e pulp. Machete rientra ovviamente nel secondo gruppo. Il personaggio di Denny Trejo arriva direttamente da un altro film di Rodriguez, almeno per quanto riguarda l’aspetto, quel Navajas visto in Desperado e che come Machete usa armi da taglio (i Navajas pensa te) e dal fake trailer visto in Grindhouse, che a quanto pare poi tanto fake non è stato.

In Machete, Rodriguez indugia più di una volta in autocitazioni, soprattutto se si pensa a EL MARIACHI, esordio esplosivo alla regia con una manciata di quattrini e tanti prelievi di sangue, compaiono molti dei suoi attori feticcio come Cheech Marin e la solita comparsata di Tom Savini che non fa mai male.

Robert De Niro nel ruolo del governatore stronzo e paraculo è perfetto, anche lui con una recitazione sopra le righe in tono col film (ma si sta parlando di De Niro). C’è un sacco di gente da Jeff Fahey, Don Johnson riesumato per l’occasione, Michelle Rodriguez, bella e brava come sempre, e uno Steven Seagal super cattivo che fa il verso a sé stesso ma corrotto dal Lato Oscuro della Forza.

Denny Trejo è granitico, non ha un’espressione nemmeno a pagarla, è brutto come la fame e si tromba più di mezzo cast femminile del film, si anche Lindsey Lohan, che non so come abbia fatto che ci vuole il pelo sullo stomaco anche solo a toccarla. Ho sempre tante parole gentili per la Lohan io.

Ma il film? La messa in scena è alla Rodriguez fotografia “smarmellata” anche per l’ambientazione, violenza portata all’eccesso e quindi puramente grafica e grottesca, personaggi tagliati con l’accetta e una storia, forse, non proprio solida.

Sì perché a mio avviso è proprio la storia che risulta leggermente inconsistente. Secondo me la colpa è che ci si sono volute infilare troppe cose, un po’ come accadde nell’altro film di Rodriguez C’ERA UNA VOLTA IN MESSICO. Quando troppe linee narrative si incrociano e si sovrappongono trattandole tutte quante senza il minimo approfondimento e dando a tutte lo stesso peso narrativo si rischia il calderone in cui c’è di tutto e di più. Machete alla fine è un revenge movie e quello doveva, secondo me, essere il solo ed unico plot.

Alla fine comunque il film è divertente, caciarone, pieno di potta, trash quanto basta e assolutamente coatto (coatto in senso romano).

E ricordiamoci che…

MACHETE tornerà in:

MACHETE UCCIDE

e

MACHETE UCCIDE ANCORA

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SIN CITY


Ok qui siamo nel mio campo.

Come ho già scritto a proposito di THE KILLER INSIDE ME fare un operazione fotocopia è sempre rischioso. Nel caso di SIN CITY la cosa è portata alle estreme conseguenze, Rodriguez ha fatto quello che Gus Van Sant fece a suo tempo con Psycho di Hitchcock. Ossia Van Sant rifece Psycho di Hitchcock, con attori differenti, ma mantenendo i tempi, le battute e le inquadrature, praticamente trattò quel film come se fosse Shakespeare lo ripropose non cambiandone una virgola.

Rodriguez ha fatto la stessa operazione con il fumetto di Miller, ha cercato di essere il più fedele possibile all’aspetto visivo, ma anche a quanto scritto da Miller nei balloon.

E qui secondo me  salta fuori la magagna.

Una volta Harrison Ford durante la realizzazione di Guerre Stellari disse a Lucas: “George queste cose le puoi scrivere, ma non le puoi dire”.

Allora, facciamo che un po’ di colpa ce la hanno – forse – anche i doppiatori italiani.

La pellicola cede un po’ il fianco alla prosa di Miller che si rifà smaccatamente all’hard boiled di Chandler, Spillaine e Hammet, con quel modo di raccontare in prima persona che sa di tabacco, di duro e un po’ di finto in questo caso. Sentire recitare le battute scritte da Miller, che sulla carta stampata e in bocca a quelle figure pennellate con grosse e villane campiture nere da “linea scura” ti fanno arrapare come un diavolo della Tasmania, fanno un po’ l’effetto di green screen, finto digitale e plasticoso al cinema.

E quindi? Beh quindi per quanto le sceneggiature dei fumetti assomiglino in maniera imbarazzante a quelle dei film, sentire con l’orecchio recitare determinate battute crea un certa discrepanza con l’idea che ci si fa di esse leggendole.

Tecnicamente il film è magistrale per quanto risulti vicino ad una pagina disegnata, la profondità di campo è inesistente (giustamente) e le soluzioni grafiche più felici di Miller vengono riprodotte con maniacale perfezione.

Parliamo un po’ degli attori e del loro ruolo? Tutti perfetti, tutti con le facce giuste tranne uno forse Bruce Willis, sinceramente non ce lo vedevo proprio come Hartigan troppo giovane o giovanile, vedete un po’ voi, avrei visto meglio un Harvey Keitel.

Gli attori degni di nota sono sicuramente due: Benicio del Toro e Mickey Rourke, perfetti nel loro personaggio, e col fisique du role.

Due paroline anche su Jessica Alba visto che il commento al film riguarda la mia sacra missione e il suo ruolo di attrice. Non la si può stroncare e non la si può incensare perché è perfetta nel ruolo di Nancy Callahan e non la si può stroncare perché quel ruolo non richiedeva niente di più di quanto la signora Alba abbia fatto.

Film promosso come cinecomics, qualche dubbio sul fatto che sia buon cinema.

Miller funziona meglio sulla carta stampata.

Probabilmente è anche questione di contenuti. Chi lo sa, magari avessero portato al cinema Martha Washington Goes to War sarebbe stata un’altra cosa.

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